Mar 312009
 

Il sultano dell’Impero ottomano rea la base di una piramide enorme di funzionari e di eunuchi, viveva nel continuo terrore di essere assassinato ed era obbligato a fare una firma su un libro ogni volta che aveva un rapporto sessuale con una delle mogli o delle concubine.

Spesso aveva trascorso la gioventù pompini manga in compagnia di amanti notoriamente sterili, nell’attesa di sapere se sarebbe salito al trono o se sarebbe stato strangolato nel caso un altro fosse diventato sultano.

Alle innumerevoli donne del suo harem veniva insegnata l’arte di essere seducenti, però non ne sono rimaste testimonianze scritte. La donna che il sultano aveva scelto doveva entrare nuda nella sua camera, infilarsi, nell’oscurità, sotto le coperte ai piedi del letto e strisciare fino al suo fianco per servire al suo piacere.

Le novelline recalcitranti venivano trascinate dall’Aga Bashi con i pollici legati strettamente insieme e spesso, se non si sottomettevano, venivano picchiate con le verghe sulle piante dei piedi. Le concubine  che avevano commesso qualche infrazione venivano gettate in mare chiuse in un sacco… di seta, se erano di nobile origine.

Nonostante ciò, nell’Europa cristiana del XIX secolo si fantasticava moltissimo a proposito dell’erotismo turco. Le fantasie turche non devono essere obbligatoriamente fallocentriche. La donna può anche fare la parte di Gulbeyaz che accoglie lo stallone cristiano che si è scelta.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di Alex Comfort

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Mar 262009
 

Fare l’amore con il punto G

Finora quando parlavamo del punto G, ci riferivamo al massaggio rituale già descritto in precedenza.

Averlo fatto almeno una volta è utile per avere una chiara videoporno e distinta percezione di quest’area, per assaporare l’intensità dei sentimenti che possono scaturirne. Ma non vogliamo certo fermarci al massaggio. Vediamo allora come introdurre la ricchezza di quello che abbiamo imparato anche nell’atto amoroso.

Se prima del massaggio soltanto un terzo delle donne intervistate era consapevole del punto G, dopo aver fatto tutti i passaggi circa la metà di loro riconosce di aver provato le stesse sensazioni anche durante l’atto sessuale, benché non in questa misura, perché non ci avevano fatto caso.

Le stesse donne dicono che i tocchi del pene, spesso sfuggenti durante il rapporto sessuale, non sono sufficienti per soddisfarle pienamente.

Quando chiediamo alle donne che cosa le aiuta a raggiungere il piacere, vediamo che niente è casuale, ma ci sono dei fattori ben precisi. Al primo posto c’è il grado di rilassatezza. Se la donna si rilassa le diventa più facile abbandonarsi nell’atto amoroso, godendosi ogni momento, sviluppare la sensibilità necessaria per sentire il punto G.

Potersi rilassare implica che non ci siano fattori esterni di disturbo, cioè che ci si possa concedere il tempo necessario, che il telefonino sia spento, che i bambini non possano fare irruzione in camera da letto eccetera.

A parte la confidenza con il partner, sessualità femminile: il punto G i rimanenti fattori dipendono dalla donna stessa. È lei che decide quando muovere il bacino, che posizione assumere e quanto tempo dedicare alla stimolazione.

Una libertà di scelta decisamente in contrasto con il modo in cui spesso le donne parlano del loro piacere: «Allora mi è capitato…» o: «Lui mi ha fatto sentire…» oppure: «Non so come, a un certo punto…»

Scelte lessicali che lasciano intendere come il sesso venga vissuto in modo remissivo, passivo, con il piacere elargito dal partner o dal caso …

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

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Mar 222009
 

La posizione della forbice è molto confortevole quando si fa sesso, infatti è comoda per entrambi e al contempo permette a tutti e due di muoversi nel proprio ritmo e respirare liberamente.

Per avere un buon grounding con la posizione della forbice fighe pelose conviene assumerla con i piedi rivolti verso la parete.

In questa erotica posizione sessuale nessuno sta sopra o sotto l’altro, ma uomo e donna sono sullo stesso piano e possono comunicare bene attraverso gli occhi e le mani.

La forbice si presta per fare sesso per lungo tempo e con rilassatezza. Anche quando l’erezione dell’uomo non è completa, infatti, il pene non scivola fuori dalla vagina, perché si tiene con le proprie cosce alla coscia della donna; di conseguenza può concentrarsi meglio sul proprio piacere senza agitarsi.

La donna, da parte sua, inclinando il bacino oppure chedendo all’uomo di penetrarla più dal basso in alto, può regolare l’angolo delle spinte per stimolare il punto G. Inoltre  con le mani arriva anche bene al clitoride per combinare le due stimolazioni in una.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualità femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

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Mar 192009
 

Questa posizione combina la libertà di movimento della donna con una sesso estremo forte concentrazione su se stessa, perché non guarda in faccia l’uomo.

È una posizione dove la donna conserva bene la propria individualità e indipendenza, mentre la coppia va in secondo piano.

La donna può stimolare bene il proprio clitoride e combinare le due stimolazioni in un unico ritmo, oppure stimolare il punto P dell’uomo.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualità femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

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Mar 152009
 

In questa posizione la donna può muoversi liberamente e, siccome l’uomo è piuttosto immobile, può dirigere bene il gioco erotico.

È lei che dà il ritmo e che regola l’angolo della penetrazione tette grosse per essere toccata al punto G. a differenza delle posizioni precedenti, in questa può tenere il contatto visivo e rendere l’incontro più intimo.

Entrambi si possono toccare e accarezzare. Il piacere al punto G viene condiviso nella coppia, specialmente se la donna si apre emotivamente e lo esprime con la mimica, con suoni e muovendo la testa.

In questa posizione l’uomo potrebbe aggiungere una pressione sulla pancia della donna immediatamente sopra l’osso pubico, mentre lei lo cavalca, stimolando il punto G simultaneamente dall’esterno e dall’interno.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

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Mar 102009
 

Se la donna in questa posizione si piega molto in avanti e si tiene alle anche dell’uomo, la penetrazione nella vagina è più facile (alcuni la definiscono posizione a 90° altri alla pecorina … ma si sa, paese che vai usanza che trovi …). video di sesso

Entrambi, stando sui propri piedi, hanno un buon grounding. L’uomo può fare delle spinte forti senza stancarsi, perché il movimento parte dalle cosce.

La penetrazione in questo modo diventa profonda e si presta per la donna che ha un punto G molto profondo.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

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Mar 072009
 

Molte donne gradiscono questa posizione perché favorisce la stimolazione del punto G.

La sensazione di estensione fighe larghe e di rilassamento profondo del bacino qui si mischia con la sensazione  forte di essere presa dall’uomo.

È la più antica e la più animalesca tra tutte le posizioni, dove il godimento sessuale e la passione carnale stanno in primo piano.

La donna non vede l’uomo, perciò si può concentrare pienamente sulle proprie sensazioni sessuali e fisiche senza badare alla relazione.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

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