Mag 312010
 

Le malattie che colpiscono le ovaie sono spesso difficili da diagnosticare, proprio perché questi organi sono quasi inaccessibili.

Le cisti. Sono molto diffuse e si sviluppano soprattutto nelle donne più giovani. Molte di esse non danno assolutamente alcun sintomo, scopate uniche ma altre possono provocare dolore, a volte confuso con quello dell’appendicite.

Per uno strano scherzo della natura alcune cisti ovariche, una volta asportate, hanno mostrato all’interno la presenza di un dente.

Contrariamente a ciò che molti credono, le cisti ovariche non sono provocate dall’uso della pillola: il suo uso anzi tende a proteggere le donne dalle cisti stesse.

Il cancro. Purtroppo il cancro dell’ovaio è assai diffuso e uccide molte più donne di quanto non faccia il più famoso cancro della cervice.

La causa è sconosciuta, ma anche in questo caso esiste la prova di una certa protezione costituita dall’uso della pillola.

I sintomi della malattia sono piuttosto vaghi e comprendono un dolore persistente al basso ventre ed emorragie dopo la menopausa.

Devo sottolineare comunque che tale tumore si verifica raramente nelle donne al di sotto dei 45 anni.

Esiste un test molto efficace per diagnosticare il cancro dell’ovaio: l’ecografia, che viene effettuata con ultrasuoni, è indolore e dura solo pochi minuti. Se avete più di 45 anni sarebbe opportuno che vi ci sottoponeste. Fortunatamente oggi tale tipo di indagine è possibile in ogni presidio sanitario.

Al momento la migliore protezione contro il cancro è questa:

  • usare la pillola (sebbene naturalmente essa presenti anche delle controindicazioni);
  • sottoporsi a un regolare controllo interno presso una clinica o un medico. Sarebbe vantaggioso far coincidere la visita con il periodico prelievo dello “striscio vaginale”.

Da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

Altre risorse: incontri di sesso.

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Mag 232010
 

Questa tecnica consiste nel premere fortemente l’uretra maschile alla base del pene, nell’incerta speranza di impedire l’eiaculazione e quindi il concepimento.

Come metodo anticoncezionale fa schifo, in quanto gli spermatozoi fuoriescono prima dell’eiaculazione.

Alcune donne però usano il trucco, sesso sfrenato mentre masturbano un uomo, di arrestare e di far ricominciare l’eiaculazione per prolungare l’orgasmo. Questa tecnica sassone potremmo rinominarla tecnica di sesso sfrenato … non trovate?

Comunque sia lo stesso risultato si ottiene con maggiore efficacia premendo l’asta del pene immediatamente sotto il glande con due o tre dita. La pressione deve essere decisa ma non dolorosa.

Alcuni esercitano invece una pressione nella regione perineale, tra lo scroto e l’ano. Lo scopo è quello di fare avvenire l’eiaculazione a tratti. Se si arresta completamente la fuoriuscita dello sperma, questo finisce nella vescica.

Non ci sono prove che questa tecnica sessuale sia dannosa, a meno che venga usata spesso e con violenza. Probabilmente, però, è meglio evitarla.

L’interruzione dell’eiaculazione può non essere pericolosa ma è difficile, e non tutti riescono a sopportarla. Le donne che utilizzano questa tecnica dicono che a volte è apprezzata: ma dipende dal partner.

In alternativa, per prolungare l’atto sessuale, ci si può fermare immediatamente prima dell’eiaculazione per ricominciare dopo qualche minuto.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di Alex Comford

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Mag 192010
 

Ben nascoste all’interno della pelvi femminile si trovano due ovaie, piccole strutture ovali dal colore bianco rosato, ognuna delle quali è lunga 3,5 cm e larga 2 cm (misure, come si vede, solo leggermente inferiori a quelle del testicolo maschile).

Il paragone è opportuno perché le ovaie sono bella fregna aperta l’esatto equivalente femminile del testicolo nel primo stadio di sviluppo dell’embrione umano e sono costituite dall’identico tessuto.

La natura, assai ingegnosamente, ha collocato le ovaie in una posizione protetta affinché non possano venire danneggiate.

Riesce ad avvertirne la presenza solo una persona dotata di dita particolarmente lunghe e di notevole abilità: la palpazione è possibile soltanto attraverso la parete laterale della vagina, e alcune donne provano piacere nel sentirsele toccare delicatamente durante i giochi sessuali. Al riguardo si osservi la figura D.

È possibile che ogni ovaia contenga circa centomila uova, ma ogni mese ne viene liberato uno solo, per un totale complessivo di circa quattrocento uova in tutto il periodo fertile della donna.

Oltre che per il rilascio delle uova (ovulazione) le ovaie rappresentano una fonte importante (anche se non l’unica) per la produzione degli ormoni sessuali femminili. Se esse devono essere asportate, allora altri ormoni vengono prodotti in altre parti del corpo.

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

Altre risorse: incontri di sesso.

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Mag 182010
 

La retro flessione del capezzolo è un fenomeno comune e non costituisce malattia se l’avete sempre avuto così.

Se crea difficoltà per l’allattamento, sesso amatoriale allora il vostro medico potrebbe prescrivervi un paracapezzolo per ovviare al problema.

Una retroflessione improvvisa e immotivata invece rappresenta un sintomo virtualmente pericoloso, poiché può voler dire che un tumore sta tirando all’indietro il capezzolo. In questo caso si impone un controllo medico urgente.

Un analogo segno di pericolo può essere rappresentato da sangue (o perdite scure) provenienti dal capezzolo.

Potrebbe trattarsi semplicemente di un papilloma (tumore benigno) sviluppatosi in un dotto lattifero, ma è necessario accertarsene presso un medico.

Infine anche la presenza di una scorticatura o una chiazza umida di tipo eczematoso sul capezzolo, nelle donne che hanno superato i 45 anni, va chiarita al più presto, giacché potrebbe indicare l’esistenza di un tumore maligno chiamato malattia di Paget.

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

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Mag 112010
 

Il capezzolo, sessualmente parlando, è una delle zone più sensibili del corpo, sia negli uomini  che nelle donne.

Parecchie donne riescono ad avere un vero e proprio orgasmo mediante una semplice stimolazione dei capezzoli, anche se non ho nessuna notizia di uomini cazzi in bocca che abbiano raggiunto l’acme sessuale in tale modo.

Molta gente adopera il termine capezzolo in modo errato, riferendosi all’intero disco pigmentato situato al centro del seno, ma in realtà il capezzolo è solo la protuberanza centrale.

Come si può vedere dalla figura C, il disco che lo circonda viene detto areola. Anche questa è una zona assai sensibile, ma non ha tante terminazioni nervose quante ne ha il capezzolo.

L’areola può essere rosea, marrone o nera, a seconda del colorito generale della persona. Il suo diametro può raggiungere i 12,5 cm, ma non esiste una misura standard.

Le donne talvolta si preoccupano un po’ per quelle piccole “escrescenze” che spesso si trovano sulla superficie dell’areola, ma si tratta di strutture assolutamente normali chiamate tubercoli di Montgomery.

Nel capezzolo si trovano gli sbocchi di 15-20 dotti lattiferi collegati direttamente a una delle zone del cervello più importanti sotto l’aspetto emotivo. È questo il motivo per cui sia l’allattamento che la stimolazione sessuale del capezzolo finiscono entrambe per suscitare una reazione emotiva molto intensa in quasi tutte le donne.

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

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Mag 032010
 

Le malattie più importanti che colpiscono il seno sono i tumori benigni e quelli maligni (cancro).

I tumori benigni sono estremamente comuni; porno amatoriale in webcam alcuni sono di tipo fibroso, altri sono ripieni di liquido. La loro origine è sconosciuta, ma si ritiene che sia legata a squilibri ormonali.

La pillola tende a fornire una certa protezione contro la formazione di tali tumori, contrariamente a quello che molti pensano.

I tumori maligni (cancro della mammella) non sono così diffusi, ma una recente statistica rivela percentuali preoccupanti: una donna su diciassette soffre di tale malattia.

Anche qui la causa è sconosciuta, ma le possibilità che in una donna si manifesti il cancro del seno vengono accresciute da alcuni “fattori di rischio” che comprendono:

  • il partorire per la prima volta dopo i 30 anni;
  • l’avere importanti precedenti di cancro della mammella nella propria famiglia;
  • forse l’uso improprio della pillola.

Comunque tutte le donne dovrebbero controllare il seno per scoprire l’esistenza di eventuali noduli.

Vi suggerisco di eseguire un controllo, tramite l’auto palpazione della mammella, una volta al mese subito dopo la fine del ciclo mestruale.

Se credete di notare un nodulo, rivolgetevi al medico per un esame, subito, nel giro di pochi giorni.

Questo è un campo in cui la vostra vita può essere riposta letteralmente nelle vostre mani.

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

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