Set 272010
 

Il culetto della donna è stato sempre oggetto di grande interesse da parte degli uomini, come saprà bene ogni donna che abbia mai dovuto affrontare il relativo motteggio durante una passeggiata in Via Veneto a Roma.

Ma le natiche rientrano senza dubbio fra le zone erogene del corpo, sborrate sul culo al punto che alcune donne possono raggiungere l’orgasmo se si accarezza loro il sedere o addirittura se le si sculaccia.

In questa zona vi sono talmente tante terminazioni nervose che una stimolazione decisa o qualche schiaffetto delicato accende quasi inevitabilmente certi circuiti sensuali situati da qualche parte all’interno del sistema nervoso.

Bisogna riconoscere poi che la zona anale è ancora più ricca di terminazioni nervose sessualmente sensibili. Ecco perché il gioco erotico anale e anche il rapporto anale sono così diffusi.

La recente indagine sul sesso effettuata da «Playboy» rilevava che un preoccupante 54% delle coppie che avevano partecipato all’inchiesta aveva sperimentato il sesso anale.

Dico “preoccupante” solo ed esclusivamente per i pericoli, sotto il profilo igienico, che tale pratica comporta e che saranno evidenziati più avanti nel blog.

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

Altre risorse: incontri di sesso.

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 Posted by at 10:45
Set 202010
 

Fervono ancora le discussioni se esista effettivamente o no il “magico punto G femminile“.

lo sono propenso a ritenere di e penso che la sua stimolazione possa aiutare alcune donne che trovano difficoltà nell’ottenere l’eccitamento sessuale o nel raggiungere l’orgasmo.

Esso inoltre può venire collegato con lo strano fenomeno costituito “dall’eiaculazione femminile” .

La mia conoscenza del punto G risale a diversi anni addietro, belle fighe bagnate quando scrissi nella mia rubrica, che ovviamente parlava di sesso, che era una ”vera e propria fandonia” il fatto che le donne eiaculassero un liquido al momento dell’orgasmo.

Venni immediatamente sommerso da lettere di protesta di lettrici che sostenevano di presentare tali perdite. Una signora arrivò a spedirmi un campione del liquido, ma il sacchetto di plastica si ruppe nell’ufficio postale.

A questo punto due lettrici mi scrissero per farmi notare che una sconosciuta rivista di sessuologia americana aveva pubblicato da poco una serie di rapporti investigativi dai quali emergeva che le donne possiedono una cosa chiamata punto G (dall’iniziale del suo scopritore, Ernst Grafenberg) e che la stimolazione di questo organo di recente scoperta poteva provocare un orgasmo, talvolta accompagnato da getti di un misterioso liquido sessuale.

La sua ubicazione ricorda moltissimo l’identica posizione della ghiandola prostatica. Grande interesse riveste il fatto che ricercatori statunitensi e canadesi abbiano affermato che il liquido che si ritiene esso produca, in realtà è assai simile per composizione chimica alla secrezione della prostata.

Così si è sostenuto che il punto G è una specie di “omologo” (cioè un identico equivalente anatomico) della ghiandola prostatica.

Su questo argomento sono stati scritti recentemente alcuni libri; cito fra tutti in particolare il best seller di fama mondiale «The G Spot» di Alice Ladas, Beverly Whipple e John D. Perry. Faccio notare che la fascetta sulla copertina del libro definisce Mr Perry «un ministro del culto, psicologo e sessuologo, specialista in miografia vaginale e in altre tecniche d’avanguardia nell’applicazione della bioretroazione».

Ma non deve sorprendere del tutto che il nuovo “Movimento antisesso” sorto negli Stati Uniti vada sostenendo che il punto G non esiste affatto. Che esista o no, un dato certo è che la sua localizzazione può aiutare effettivamente alcune donne che presentano problemi di carattere sessuale.

Se voi o il vostro partner massaggerete delicatamente quell’area che si trova all’incirca a metà della parete anteriore della vagina con un morbido polpastrello, sarete ben presto in grado di trarre le vostre conclusioni sulla esistenza del punto G, se cioè esso sia un fatto reale o semplicemente una foglia di fico creata dalla fantasia di qualcuno …

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

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 Posted by at 11:36
Set 122010
 

“Negli anni della maturità,” scrisse Darwin, “quando ci appare alla vista un oggetto che presenta qualche somiglianza con il petto femminile … avvertiamo una calda sensazione di piacere pervaderci tutti i sensi. Se l’oggetto della nostra visione non è troppo grosso proviamo la tentazione di prenderlo tra le labbra come abbiamo fatto con il seno materno durante la prima infanzia.”

Alfred Perlès così salutò una signora dell’alta società che gli sedeva accanto a cena: scopate il seno delle donne “Niente male, niente male … li tiri fuori che diamo un’occhiatina!”

Il seno rappresenta il secondo bersaglio sessuale naturale, anche se spesso è quello che si raggiunge per primo.

La sensibilità, tanto nell’uomo quanto nella donna, varia enormemente: le dimensioni non contano, proprio come per gli altri organi sessuali.

In alcuni casi i seni non sono affatto sensibili, anche se la proprietaria non è per nulla frigida; in altri si eccitano se appena li si tocca, in altri ancora solo se trattati con una certa durezza (sono però organi molto sensibili: non permettete che l’aggressività nei loro confronti, rimastavi dallo svezzamento, abbia la meglio sul buonsenso).

Quando facciamo sesso l’approccio migliore consiste nel descrivere piccoli circoli intorno al capezzolo con la punta della lingua o con il glande, di palpeggiarli delicatamente con entrambe le mani, di mordicchiarli e succhiarli teneramente come fanno i lattanti.

La donna può adottare la stessa tecnica sui capezzoli maschili; tuttavia i capezzoli, nell’uomo, si irritano facilmente.

Se la donna ha seni sufficientemente grossi, avvicinandoli è possibile praticare il coito intermammario, con sorprendente reciproca soddisfazione. Questo è un ottimo espediente quando la donna è “indisposta” e non se la sente di fare sesso con tanto di penetrazione vaginale.

La donna deve stare semidistesa sui cuscini, l’uomo si inginocchia a cavalcioni su di lei (magari toccandole la clitoride con l’alluce, se pensa che abbia bisogno di ulteriori stimolazioni) con la pelle del glande completamente ritratta.

L’uomo o la donna, indifferentemente, possono premere le mammelle l’una contro l’altra, stringendo l’asta del pene: è meglio che strofinare il glande, che invece dovrebbe emergere, vicino al mento.

Un orgasmo ottenuto in questa posizione, se la donna riesce ad averlo, è soddisfacente proprio come quello di un coito vero e proprio e pervade tutto il corpo.  L’orgasmo al seno, ottenuto con la lingua o le carezze è una specie di “via di mezzo”.

Dopo l’eiaculazione, spargete bene lo sperma nell’incavo tra i seni. I seni, la vagina e la clitoride, in alcune donne almeno, formano un sistema sensibilissimo in cui si concentrano tutte le sensazioni, una volta iniziato il coito.

Pochi sono gli uomini che arrivano all’orgasmo attraverso la stimolazione dei capezzoli, anche se vale la pena di provare con un paio di piume non troppo morbide.

Molte donne affettivamente soddisfatte o con reazioni sessuali pronte provano un piacere particolare nell’allattare un bambino.

Dicono le donne: “Gli uomini capiscono ancora molto poco del seno, oppure hanno troppa fretta di scendere più in basso: a differenza dei capezzoli maschili, quelli femminili comunicano direttamente con la clitoride. L’uomo che conosce bene questo fatto, e fa le cose con calma, può ottenere il massimo del godimento.
Con carezze del palmo della mano, con le ciglia, succhiando con forza, come fanno i lattanti, si ottengono meraviglie; gli orgasmi provocati in questo modo sono sconvolgenti, e non tolgono nulla all’intensità del successivo rapporto sessuale. Ricordatevi, niente fretta”.

Egualmente buone sono le altre posizioni: testa-coda, oppure con la donna sopra (specialmente se ha il seno piccolo), o anche con l’uomo seduto e la donna inginocchiata. Provatele la prossima volta che farete del sesso!

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

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 Posted by at 12:02
Set 042010
 

Fortunatamente le malattie della clitoride sono molto rare.

Talvolta genitali: pompini e sesso orale le donne si rivolgono al medico a causa di un rigonfiamento improvviso e preoccupante della clitoride.

Sembra che ciò sia dovuto a un accumulo di sangue, ma che dopo un po’ di tempo la vescica scoppi senza provocare conseguenze.

Alcuni anni fa ho descritto tale fenomeno nella rivista «World Medicine» e subito dopo ho ricevuto una valanga di lettere da medici che avevano anch’essi osservato questo stesso fenomeno.

Due di essi avevano scoperto che le loro pazienti avevano in effetti provocato la tumefazione avvolgendo un filo di cotone intorno alla clitoride mentre si masturbavano; chiaramente questa non è una trovata molto intelligente!

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

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 Posted by at 12:09