Apr 232011
 

La pelle è il principale organo sessuale extragenitale del corpo umano: di solito viene grossolanamente sottovalutata dalla maggior parte degli uomini, giovani cucciacazzi che tendono a concentrarsi sul pene e sulla clitoride; le donne sono in grado di capirne meglio la funzione.

Dice lei: “L’odore e la qualità della pelle di un uomo probabilmente sono all’origine dell’attrazione (o della repulsione) sessuale in misura maggiore di qualunque altra caratteristica del corpo, anche se non ce ne accorgiamo”.

La stimolazione della pelle è una delle componenti più importanti del sesso.
Non solo la sensazione che si prova toccandola o facendosela toccare, ma la freschezza, la consistenza e l’elasticità stimolano un’intera gamma di sensazioni sessuali.

Per certe persone è possibile aumentare queste sensazioni aggiungendo altri stimoli tattili, quelli dati dalla pelliccia, dalla gomma, dal cuoio o dai vestiti attillati, per esempio.

È una parte della risposta sessuale umana che viene sempre sottovalutata: se vi piace provate ogni sorta di cose, fate tutti gli esperimenti che volete.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

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Apr 192011
 

Il taglio di questa parte anatomica è forse il più antico rituale sessuale della razza umana. Viene praticato ancora oggi, perché si pensa che i casi di cancro al pene o alla cervice siano più rari fra le persone circoncise (probabilmente lavarsi serve altrettanto bene allo scopo), oppure che ritardi l’orgasmo (non ci sono prove che questo sia vero).

Noi siamo contrari a questa pratica, anche se per alcuni ormai è troppo tardi per ascoltare i nostri consigli. sesso amatoriale succhia pene “Tagliare la parte superiore della pelle che copre l’organo genitale,” ha detto il Dott. Bulwer, “va contro le leggi della natura: si tratta di uno scherzo ignobile, insopportabile, nei suoi confronti”.

Il fatto è che se avete ancora il prepuzio, avete ancora la possibilità di scegliere. Probabilmente non cambia molto le cose, né nella masturbazione né nel coito, ma una certa differenza c’è, e crediamo che nessuno scelga volontariamente di perdere una parte anatomica sensibile.

Di solito nell’un caso come nell’altro si tira comunque indietro il prepuzio, ma se non ce l’avete per niente vi sarà impossibile sperimentare tutta una gamma di sensazioni, di sfumature dovute proprio al fatto che il glande è coperto.

Le donne che hanno potuto sperimentare la differenza non sono concordi se sia più eccitante un caso o l’altro. Alcune pensano che il glande circonciso sia “più carino” e arrivano a raffreddarsi  davanti a un prepuzio intatto (lo ritengono “femmineo”: può trattarsi di un’intuizione del simbolismo primitivo su cui si basa questa pratica che risale all’Età della Pietra), mentre altre trovano eccitante la sensazione di scoperta che accompagna la ritrazione del prepuzio .

Se non siete circoncisi e lei preferisce altrimenti, tirate indietro la pelle; se vi capita il contrario, non c’è niente da fare. In definitiva probabilmente la funzione di questo organo è di diffondere odori sessuali e non ha niente a che vedere con la sensibilità.

Tenere indietro la pelle con mano ferma (la mano di lei, naturalmente) durante il coito contribuisce ad affrettare l’orgasmo (sia per gli uomini circoncisi che per quelli non circoncisi) e procura una sensazione molto particolare.

La funzione principale dei numerosi e svariati anelli da infilare sul membro è quella di trattenere la pelle del prepuzio e/o del pene e di farlo diventare più rigido: ecco perché certi uomini li usano per aumentare l’intensità delle sensazioni.

Se pensate di avere un glande troppo sensibile, cercate di tenerlo sempre esposto. È possibile riuscirci, dopo un po’.

In conclusione, l’uomo circonciso non è in una situazione di svantaggio (né di vantaggio), ma secondo noi è meglio avere, e lasciare che anche i nostri figli abbiano, la possibilità di scegliere.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

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Apr 032011
 

Più che come parte essenziale dell’anatomia maschile (anche se viene efficacemente descritto come “arnese”) il pene ha un’importanza simbolica maggiore di quella di ogni altro organo del corpo umano, come segnale di dominio, visto che sembra dotato di volontà propria, e di una sua “personalità”.

Ci sembra inutile approfondire questo simbolismo, se non per dire che gli amanti avranno modo di verificarlo di persona e che si troveranno a trattare il pene più o meno come un terzo partner. cazzi enormi Potrà essere un’arma o uno strumento di minaccia, oppure qualcosa che appartiene a entrambi come un figlio.

Pur senza ricorrere alla psicanalisi o alla biologia si può notare che nei rapporti d’amore il pene, anche se è chiaramente dell’uomo, viene a un certo momento ad appartenere a entrambi.

In effetti questo particolare complesso di sentimenti programmati nell’uomo serve a elaborare efficacemente ogni forma di esperienza e di sentimenti relativi ai ruoli sessuali, all’identità e allo sviluppo. La teoria di Freud, secondo la quale l’uomo ha paura che la donna, o il padre geloso, lo privi del pene, mentre la donna lo vede come qualcosa che ha perduto, può essere biologicamente vera ma è semplicistica.

È vero invece che in un buon rapporto sessuale il pene diventa “di entrambi” i partner. In ogni caso la sua consistenza, la capacità di indurirsi e cose simili affascinano entrambi i sessi mentre la sua apparente autonomia è un po’ preoccupante.

Tutto ciò ha una funzione biologica e il fatto che il pene umano sia relativamente molto più grosso di quello degli altri primati è probabilmente dovuto a queste complesse funzioni psicologiche: si tratta di un oggetto sia estetico che funzionale.

Proprio per gli stessi motivi sul pene sono centrate le angosce e moltissime tradizioni popolari; è anche il punto focale di ogni sorta di riti magici. L’amor proprio e il senso di identità del maschio di solito tendono a essere localizzati proprio nel pene, come la forza di Sansone era localizzata nei capelli.

Se il pene non funziona o, peggio ancora, se siete voi come donna a determinarne il comportamento, i risultati saranno disastrosi. Questo spiega la preoccupazione irrazionale di molti maschi per le dimensioni del proprio pene.

Le dimensioni non influenzano assolutamente l’efficienza fisica durante il rapporto sessuale, né, visto che l’orgasmo femminile non dipende dalla profondità di inserimento nella vagina, la capacità di soddisfare la partner, anche se molte donne si eccitano all’idea di un pene molto grosso, e alcune dicono che lo preferiscono perché provoca sensazioni più intense.

La vagina allo stato normale non è mai più lunga di dieci centimetri e quindi, se c’è una cosa che può essere importante nel rapporto, tutt’al più è la grossezza.

Le dimensioni del pene a riposo non sono affatto proporzionali a quelle del pene eretto. Si tratta semplicemente di questo: un pene grosso a riposo si limita a ingrossarsi di meno in erezione.

Non esiste nessun modo di aumentare le dimensioni del pene. Queste non variano in modo apprezzabile a seconda della “razza” e non sono affatto proporzionali al resto della muscolatura.

Non esiste, se non in casi rarissimi, un pene troppo grosso per una donna: la vagina è capace di contenere un bambino al momento del parto.

Se vi succede di urtare con il pene, qualunque ne sia la lunghezza, un’ovaia e di far male alla vostra partner, non insistete. Una donna che sostiene di essere “troppo piccola” o “troppo stretta” sta semplicemente rivelando le sue paure, proprio come l’uomo ossessionato dalle insufficienti dimensioni del pene.

Queste donne e questi uomini hanno bisogno di essere rassicurati, e di un diverso atteggiamento nei confronti del sesso, non di dispositivi di vario tipo o di esercizi.

Anche la forma del pene varia da un individuo all’altro: il glande può essere arrotondato o appuntito. Questa differenza è importante soltanto per quanto riguarda l’uso dei preservativi: il pene appuntito non sopporta quelli con il serbatoio perché corre continuamente il rischio di impigliarvisi.

Per quanto riguarda la circoncisione, la sua importanza è di carattere religioso anziché sessuale. Se avete pregiudizi di tipo ansiotico liberatevene.

Le donne che hanno imparato ad apprezzare veramente il sesso di solito sono affascinate dal pene dell’amante, anche dalle sue dimensioni (proprio come gli uomini sono affascinati dai seni, dalle forme, dall’odore e dalla pelle delle donne) e sanno manipolarlo con abilità e attenzione.

Circonciso o meno, è un giocattolo affascinante, a parte l’uso principale a cui è destinato. Esiste tutta una gamma di giochi erotici (vanno dallo scoprire il glande, al farlo diventare duro, al manipolarlo, al farlo pulsare o eiaculare) che sono importantissimi nel creare l’unione degli amanti.

Tutte queste cose sono altrettanto importanti per l’uomo: non solo soddisfano il suo io, ma un abile lavoro di mano e di bocca gli assicura di avere una buona partner.

Cura e igiene: se non siete circoncisi dovete ritrarre completamente il prepuzio tutte le volte che vi lavate; enormi cazzi neri sfondano una bella figa se non vi è possibile ritrarlo oltre la corona del glande, ricorrete al medico (si tratta di un intervento da nulla che si effettua con uno strumento smussato e non implica necessariamente la circoncisione).

Andate dal medico anche se il glande non si scopre facilmente o se la pelle è troppo tesa. Questi di solito sono gli unici inconvenienti che si possono verificare. A volte con il tempo si sviluppa una leggera asimmetria, ma si tratta di una cosa completamente innocua.

Non dovete mai però piegare un pene eretto o assumere una posizione nella quale per errore potrebbe venire bruscamente piegato. (Di solito succede quando la donna sta sopra, se perde il controllo all’avvicinarsi dell’orgasmo o se lo inserisce nella vagina quando non è completamente rigido: cercate di mantenere un certo controllo in queste situazioni.) Può capitare, anche se è difficile, che si rompa uno dei due corpi cavernosi all’interno dell’asta. È molto doloroso e durante le erezioni seguenti, anch’esse dolorose, possono formarsi delle bozze.

Per la stessa ragione evitate stupidi giochetti con pompette o altri aggeggi che pretendono di aumentare le dimensioni del pene. Ulcerazioni e perdite sono sintomi di malattie e vanno curate. Anche se siete entrambi sicuri di non essere affetti da malattie che si trasmettono con il rapporto sessuale, state attenti a non avere rapporti orali con persone che hanno un erpete sulla bocca, potreste prendervene uno ricorrente al pene o alla vagina, con conseguenze piuttosto antipatiche.

Se il prepuzio è asciutto per la masturbazione o perché è stato scoperto a lungo la saliva è il miglior lubrificante, a meno che anche voi abbiate un erpete. Recentemente sono stati messi in commercio “cosmetici” per il pene: deodoranti, anestetici locali per ritardare i riflessi e quindi l’eiaculazione, e stimolanti. Non ve li consigliamo.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

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Mar 162011
 

Ci sono persone piene di energia alle quali piace anche essere imbavagliate. Per dirla con le parole di una signora che conosco, il bavaglio “mantiene le bollicine nello champagne”. Imbavagliare o essere imbavagliati è una cosa che eccita molti uomini: la maggior parte delle donne invece sostiene di odiare questa tecnica sessuale, ma l’espressione sorpresa che gli si legge in volto quando scoprono di non poter far altro che mugolare è l’ideale per scatenare nella maggior parte degli uomini l’istinto di stupro.

A parte il simbolismo e la sensazione di “impotenza”, inculate da cazzi enormi il bavaglio permette di urlare e mordere durante l’orgasmo, cosa di solito impossibile, a meno di fare sesso nella tana di un rinoceronte o in una stanza insonorizzata.

Rende anche impossibile esprimere i propri desideri, e così le iniziative del partner sfuggono al controllo. La maggior parte degli uomini che si eccitano a questo gioco erotico vogliono essere zittiti completamente.

Le donne che non soffrono di timidezza, dopo qualche tentativo, cominciano a divertirsi, se gli piace mordere o sentirsi impotenti: altre odiano questo gioco erotico e non riescono ad avere un orgasmo se le si costringe a provarlo.

A pochi piace tenere una benda sugli occhi, insieme o invece del bavaglio. In realtà è difficile imbavagliare qualcuno senza pericolo, tranne che nei film, dove si vede spesso l’eroe passare accanto all’eroina imbavagliata con un pezzetto di seta senza nemmeno accorgersi della sua presenza.

Comunque è meglio così, perché il “prigioniero” non dovrebbe mai essere messo in condizioni di non poter dire se c’è qualcosa che non va. Un pezzo di stoffa girato parecchie volte fra i denti, oppure una pallina di gomma attaccata a una striscia di stoffa di tre centimetri circa (la “poire” tradizionale dei casini francesi) saranno più che sufficienti.

Il nastro adesivo serve bene allo scopo ma fa molto male toglierlo. La bocca deve essere completamente immobilizzata ma il bavaglio deve permettere al prigioniero di respirare agevolmente e dev’essere facile da togliere in caso di pericolo (soffocamento, nausea o altri sintomi preoccupanti).

I segnali di pericolo (e questo vale per tutti i giochi erotici che prevedono l’immobilizzazione) devono essere convenuti prima con il partner attivo, che non dovrà mai ignorarli o sottovalutarli (la penitenza per l’abuso è un paio di orgasmi in più).

Una specie di alfabeto Morse di grugniti andrà benissimo. Esiste un codice di sicurezza da rispettare e da spiegare accuratamente al partner prima di cominciare il gioco erotico. Eccolo:

1.        Non bisogna mai legare niente intorno al collo del partner, nemmeno con nodi molto lenti e nemmeno quando è il “prigioniero” a richiederlo.

2.        Non bisogna mai mettere in bocca al partner niente di soffice o leggero, che possa scivolare facilmente in gola. I bavagli e i nodi devono essere facili da sciogliere.

3.        Nessuna persona immobilizzata deve essere mai lasciata sola, nemmeno per un attimo, specialmente quando si trova a faccia in giù su una superficie soffice come un materasso. Non addormentatevi prima di aver slegato il vostro partner, specialmente se uno dei due ha bevuto un po’. Non tenete mai nessuno legato per più di mezz’ora.

4.       Fate questi giochi erotici soltanto con persone che conoscete bene, e con le quali avete avuto contatti non solo sociali ma sessuali per molto tempo: non provateli mai con semplici conoscenti ed evitate di farli in gruppo. Questo vale sia per le coppie che per i partner: esistono persone disattente e anche sadiche.

A parte questi avvenimenti, le crudeltà di ogni tipo, l’immobilizzazione di persone non consenzienti, i legacci troppo stretti, video casalinghe porche i bavagli che impediscono di respirare, le stupidaggini come appendere una persona per qualunque parte del corpo e tutte le altre idiozie da fumetto sadico, che per la maggior parte delle coppie sono soltanto dolorose e deerotizzanti, non appartengono all’amore ma alla psicopatologia.

L’immobilizzazione come piacevole gioco sessuale non è mai pericolosa o dolorosa. La si può praticare solo come simbolo di aggressività, naturalmente, ma almeno metà del piacere per le persone (e sono molte) a cui va a genio questo tipo di gioco, è, per il partner legato, di tipo puramente fisico: viene procurato dalla lotta che si fa per liberarsi e dalla tensione muscolare, oltre che dalla rimozione di qualunque blocco possa essere rimasto dall’infanzia, rimozione che avviene quando si prova un piacere apparentemente non volontario.

Se si procede all’operazione di immobilizzazione con molta delicatezza di solito i segni lasciati dai legacci spariscono in poche ore. I lividi e i segni che tardano a sparire di solito sono causati dalla goffaggine del partner attivo (non legate troppo stretto e siate pronti a sciogliere subito il “prigioniero”, dimodoché l’uomo non si trovi tutto indolenzito, dopo, e la donna torni sulla terra dalla sua estasi piacevolmente stretta fra le vostre braccia).

La miscela di effetto sicuro, in questo come in tutti i giochi sessuali, è tenerezza e fermezza. Se non riuscite a capire fino a che punto potete spingere la fermezza o l’ardore senza dar fastidio al vostro partner, chiedeteglielo, poi togliete il venti per cento (la differenza fra realtà e fantasia).

Con queste premesse, tutte le coppie che amano far sesso in modo un po’ violento hanno buone probabilità di arrivare al piacere massimo proprio con i giochi erotici di immobilizzazione, purché li pratichino con delicatezza, sveltezza ed efficienza.

Non sono cose pervertite o terribili, sono semplicemente umane. Per quanto riguarda la Pièce de resistance associata con l’immobilizzazione, e cioè la Masturbazione lenta, si veda a questa voce.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

Altre risorse: cerco donne divorziate.

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Mar 152011
 

L’immobilizzazione, o, come la chiamano i francesi, ligottage, è l’arte gentile di legare il partner, non per vincere una certa riluttanza ma per aumentare l’intensità dell’orgasmo e la fantasia sessuale più comune (dopo il sesso di gruppo).

Si tratta di una tecnica sessuale non molto diffusa, che un mucchio di persone trovano estremamente eccitante ma della quale fino a non molto tempo fa avevano paura.

In realtà è un’ottima risorsa per aumentare la tensione erotica, sesso sadomaso perché permette di esprimere in modo innocuo l’aggressività sessuale (cosa di cui abbiamo molto bisogno, visto che la nostra cultura la ignora volutamente), ma soprattutto per gli effetti che produce a livello fisico: un orgasmo lento, in condizioni di immobilità, è un’esperienza sconvolgente per chiunque non sia troppo spaventato dal suo io aggressivo per provarla.

“Qualunque tipo di freno all’attività muscolare ed emozionale in generale,” scriveva Havelock Ellis, “tende ad aumentare lo stato di eccitazione sessuale.” Uomini e donne comunque si sono sempre eccitati all’idea di prendere il meglio l’uno dell’altro e “l’immobilizzazione erotica” è sempre stata considerata una tecnica eccitante (tutte le eroine e la maggior parte degli eroi popolari che si rispettino si sono trovati una volta o l’altra legati mani e piedi, pronti per essere liberati).

Presso le tribù berbere, durante le cerimonie nuziali, la sposa ribelle viene legata dallo sposo, e l’usanza vuole che si ribelli proprio per venire legata. Troviamo fantasie dello stesso tipo in tutta la letteratura e la cinematografia pornografica (per la maggior parte si tratta di fantasie irrealizzabili, da guardare e non da provare) che agiscono da sostitutivo per le persone che hanno un blocco nei confronti dell’aggressività o che hanno bisogno di illudersi di subire uno stupro per lasciarsi andare e godere senza sensi di colpa.

Tracce di questi bisogni esistono nella maggior parte di noi: ci piace, di tanto in tanto, “dominare” un’altra persona simbolicamente” oppure essere dominati (senza offesa per nessuna politica sessuale, perché questi bisogni sono reciproci).

Ma i giochi erotici che prevedono l’immobilizzazione del partner vengono fatti da molte coppie normalissime che vogliono stimoli concreti, non sostitutivi, e riempiono moltissimi spazi importanti.

Bisogna imparare a condurli (spesso i primi tentativi sono dolorosi o inutili: a volte si spreca un’erezione perché si fa un sacco di confusione) ma una volta che si acquista abilità e sveltezza ci si prende gusto e li si ripete regolarmente, se non altro perché la vera masturbazione professionale lenta è difficilissima da praticare se il soggetto non è saldamente legato.

Molte donne apprezzano lo stato di debolezza del maschio, e il temporaneo controllo che hanno su di lui; peraltro, l’immobilizzazione è un trucco perfetto cui ricorrere con il maschio super-dotato: proverà la sconvolgente sensazione di “diventare un enorme pene”, e, forse per la prima volta in vita sua, l’assenza di ansia da prestazione, mentre la donna si trova nella possibilità di controllare appieno il ritmo e la natura dell’eccitazione.

L’attuale diffusione di questo gioco sessuale è in parte dovuta al fatto che esorcizza nei partner la paura di essere controllati dall’altro, trasformandola in una fonte di arricchimento delle sensazioni fisiche. L’uno o l’altro partner si gode la pretesa furia dell’altro.

La letteratura pornografica presenta una buona tecnica di immobilizzazione, ma non risulta utile perché risveglia l’ostilità maschile, il che non si confà all’acting out reale: i testi di psichiatria parlano non a caso di sadomasochismo.

Dovrebbe ovviamente essere praticata come il sesso in generale: la miglior garanzia per non farla funzionare è l’insistenza caparbia per avere turni assolutamente uguali. In realtà un’immobilizzazione praticata con molta abilità è una vera e propria bomba sessuale per la maggior parte dei maschi non affetti da timidezza, sia per quanto riguarda quello che danno, sia per quanto riguarda quello che ricevono (come in tutti i giochi sessuali che hanno a che fare contemporaneamente con la stimolazione e il simbolismo, un “prigioniero” sessuale saldamente legato è uno spettacolo molto eccitante); lo stesso vale per buona parte delle donne, una volta che si sono abituate all’idea.

Gli esponenti di entrambi i sessi disponibili a questo tipo di esperienza necessitano comunque di una lunga e delicata preparazione se hanno paura del simbolismo aggressivo, ma questo tipo di fantasia di solito spaventa solo le persone che hanno una concezione troppo “tenera” della tenerezza.

Certe donne sentono talvolta il bisogno di essere “dominate”. Altre vanno matte per il simbolismo di dominio e fin dall’inizio assumono volentieri il ruolo di aggressori.

Il concetto è quello di legare il partner mani e piedi, saldamente ma senza fargli male, in modo che possa far di tutto per cercare di liberarsi senza riuscirci, e poi portarlo all’orgasmo.

A parte il fatto che le sensazioni sessuali ottenute in questo modo sono veramente sfrenate, questa tecnica mette in grado le persone, che di solito non ci riescono, di lasciarsi andare completamente al godimento.

Può darsi che al momento critico si mettano a urlare come matti ma in realtà proveranno sensazioni piacevolissime (ci vuole una certa abilità, ed è molto importante averla, per distinguere i gemiti che significano sofferenza – male ai polsi, crampi o cose del genere – da quelli dettati dall’estasi del piacere: i primi vogliono dire “smetti immediatamente”, gli altri “Per amor di dio, continua, non smettere finché non vengo”). .

I giochi di questo tipo possono entrare in tutti i rapporti erotici, visto che è possibile baciare il partner, masturbarlo mettersi a cavalcioni su di lui o più semplicemente portarlo vicino all’orgasmo, ma sono l’ideale per entrambi i sessi per i toccamenti abilissimi e lenti, perché le sensazioni che ne derivano sono violentissime, quasi insopportabili.

L’immobilità consente alla persona legata un certo lavoro di muscoli, pur lasciandola nell’impossibilità di influenzare in qualche modo il corso degli eventi, o il ritmo e la velocità della stimolazione (quello che Theodor Reik chiamava “il fatto di suspense”) e mette in grado il partner attivo di procurare quanti orgasmi vuole all’altro, specialmente alla donna (la quale, a sua volta, potrà far impazzire l’uomo tirando le cose più in lungo possibile).

Perché il gioco erotico resti divertente dev’essere sì efficace, ma non doloroso o pericoloso. erotismo le casalinghe legate Vale la pena di dedicare due parole alla tecnica sessuale, dato che si tratta di una fantasia sessuale molto diffusa, della quale di solito non si parla nei manuali ortodossi e che invece richiede molta attenzione e abilità.

Se il letto ha due spalliere sarà semplicissimo legarvi il partner, sostenuto da qualche cuscino. Questo è il metodo tradizionalmente usato nei bordelli, probabilmente perché non richiede abilità particolari.

Ci sono persone però che così allungate non riescono ad avere un orgasmo: molti provano sensazioni più intense con le gambe aperte ma i polsi e i gomiti saldamente legati dietro la schiena, o immobilizzati su una sedia o in piedi contro qualcosa di solido.

Le parti critiche, nelle quali la compressione intensifica le sensazioni erotiche, sono i polsi, le caviglie e i gomiti (non cercate mai di farli incontrare dietro la schiena con la forza), le piante dei piedi, i pollici e gli alluci (le donne esperte smettono a metà del gioco per legarli con una stringa di cuoio: se non ci credete, provate).

Sugli oggetti da usare come legacci ci sono opinioni diverse: dipende dai gusti. Lasciamo perdere roba come le camicie di forza o le giarrettiere da boy-scout: ad alcune coppie piace usare legacci di cuoio o di gomma, nastri, strisce di stoffa, cinture di pigiama oppure corde spesse e morbide.

Le strisce di stoffa lacerata vanno meglio per le donne non molto forti o che non sanno fare i nodi da marinaio. Devono avere dei buchi a intervalli di pochi centimetri. Le fasce triangolari sono comode per legare in fretta mani e piedi ma non hanno un aspetto molto sexy (e invece spesso il partner attivo viene eccitato proprio dalla coreografia del gioco).

Le calze di nylon sono un classico, ma un disastro se si cerca di scioglierle in fretta in caso di necessità. Catene, manette e attrezzi del genere sono facili da usare ma non comprimono e fanno male se capita di sdraiarcisi sopra. Se si inceppano, poi, è difficile aprirle in fretta.

Tutte le attrezzature strane in vendita nei negozi specializzati sono molto poco funzionali, a meno che vogliate usarle solo per fare fotografie. Se volete, fatevi i legacci da voi. Per la maggior parte delle coppie di gusti normali le strisce di cotone vanno benissimo. Fatene cinque o sei lunghe circa un metro e due lunghe il doppio: cercate di non stringerle troppo altrimenti resteranno i segni. Lavatele in lavatrice con l’ammorbidente prima di usarle.

Fine prima parte di “pratiche sessuali: l’immobilizzazione erotica”

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

Altre risorse: cerco donne divorziate.

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Mar 082011
 

Le prostitute di solito non sono molto raffinate in fatto di sesso: la masturbazione lenta è probabilmente l’unica tecnica usata nei vecchi bordelli che valga la pena di provare.

Perché sia efficace bisogna saper immobilizzare il partner, il quale inoltre deve provare piacere nel cercare di divincolarsi. donne nude si masturbano È un metodo che funziona in gran parte dei casi. Tradizionalmente la parte attiva spetta alla donna, ma va bene anche il contrario.

Bisogna che la persona immobilizzata si trovi in una posizione che esponga i genitali e nell’assoluta impossibilità di reagire (si può provare anche senza legacci, se questi annullano l’eccitazione). In questo caso però non si hanno gli stessi risultati né si può far durare il gioco molto a lungo.

Il trucco sta nell’usare il partner immobilizzato come uno strumento, portandolo vicino all’orgasmo e poi arrestandosi . La donna comincia immobilizzando l’uomo nel modo che crede migliore: a braccia e gambe aperte, oppure legandogli i polsi dietro la schiena e fissando le caviglie l’una all’altra, incrociate, in modo che le ginocchia rimangano aperte.

Poi “si fa sentire” (le coup de cassolette, è il termine francese). Per farsi sentire, si mette di fronte all’uomo e si spoglia tenendo addosso le sole mutandine. Gli tiene ferma la testa prendendogli i capelli con una mano e gli preme i seni e l’ascella contro la bocca, per eccitarlo con il profumo del suo corpo.

A questo punto si mette a cavalcioni su di lui, all’altezza della testa, e gli preme la vulva coperta dalle mutandine sulla bocca. Infine si leva le mutandine e gli dà un bacio genitale vero e proprio (prima strofinandosi delicatamente, poi aprendo le labbra della vagina e indugiando), gli scopre completamente il glande (se l’uomo ha il prepuzio) e rimane ferma qualche attimo, per aumentare ancora l’eccitazione.

Se riesce a fare tutto questo con abilità, l’uomo si troverà nell’impossibilità di muoversi, e il bacio farà sì che non si dimentichi della partner. Il gioco della masturbazione lenta va ripetuto e la donna, se necessario, deve provocare l’erezione con le mani o con la bocca.

Poi deve concentrarsi su due punti: la bocca e il pene; il trucco per aumentare gradatamente l’eccitazione consiste nel tenerli ambedue contemporaneamente impegnati, senza mai smettere e senza scatenare l’orgasmo.

Le varie possibilità sono evidenti: una mano sull’uno e una sull’altra, oppure una mano sul pene e la bocca o la vulva sulla bocca. Si possono fare variazioni facendo entrare nel gioco i seni, le ascelle, o anche i capelli.

Nella zona compresa tra questi due poli si lavora su tutte le parti più sensibili con la punta delle dita (les pattes d’araignée), con la lingua, con i genitali. In quest’ultimo caso è bene stimolare il pene con una mano, mentre con l’altra si chiude la bocca al partner.

Non bisogna mai rallentare il ritmo. Se l’erezione accenna a diminuire, la donna deve fermarsi, fissare i legacci (questo è il momento adatto per legargli insieme i pollici, se ha la forza di farlo girare su se stesso), poi gli fa ritornare l’erezione. Infine, può cominciare con la vera e propria masturbazione lenta.

È l’esperienza più sconvolgente (e più “frustrante”) per molti uomini. (Se volete ancora sapere perché riteniamo necessaria l’immobilizzazione, provate un po’ con il partner slegato.) La donna deve mettersi a sedere sul torace di lui, con le natiche all’altezza del mento e sistemare le caviglie nell’incavo delle sue ginocchia.

Con una mano prende il pene alla base e con l’altra tira indietro il più possibile la pelle del membro, tenendola tra il pollice e l’indice. Poi comincia a muoverla avanti e indietro con colpetti rapidi e decisi (rapidi, ma con un intervallo di circa un secondo tra l’uno e l’altro).

Dopo una ventina di colpi, deve darne una decina molto rapidi, poi riprendere il ritmo lento. Si continua nello stesso modo. Se dai sussulti sotto di sé e da altri particolari la donna si rende conto che l’uomo è sul punto di eiaculare, deve diminuire la velocità (con la pratica si riesce a capire bene il momento).

Si continua finché si pensa che l’uomo sia al massimo della sopportazione. L’eccitazione è dalla parte di lui, anche se meno unilaterale di quanto si pensi. La reazione dell’uomo è sufficiente per eccitare molte donne, che possono intanto premere la vulva contro lo sterno dell’uomo.

Non distraetevi, comunque. In genere un uomo riesce a sopportare la tecnica della masturbazione lenta per una decina di minuti. Se dovesse non farcela più, soddisfatelo in fretta o masturbandolo fino all’orgasmo, o praticandogli la fellatio, o con il coito a cavalcioni su di lui. Quando l’uomo è venuto, slegatelo subito, altrimenti ve lo ritroverete irrigidito come dopo una dura partita a pallone.

Così come per il sukiyaki, l’unica controindicazione si ha quando la donna è troppo pesante. I giapponesi sono degli artisti nello stringere i nodi, così come nel preparare i piatti della loro cucina, e le massaggiatrici giapponesi sono minuscole e possono sedere sul torace di un uomo senza farlo secco. Se invece siete una Brunilde, provate a legarlo a gambe divaricate e a mettervi in ginocchio a cavalcioni su di lui, tenendogli la vulva davanti alla bocca: la leggenda dice che Brunilde durante la prima notte col re Gunther, lo legò, probabilmente per fare qualche cosa di simile.

La nostra versione prevede una donna minuscola. Lasciate inoltre che il vostro partner provi la stessa tecnica su di voi. L’uomo deve concentrarsi su tre punti: la bocca, il seno, la clitoride.

Può anche far passare un paio di giri di corda intorno al seno, ma facendo moltissima attenzione. Anche l’uomo può cominciare, come la donna, con il coup de cassolette (ascelle e glande) poi strofinare una mano sulla cassolette di lei e passargliela sulla bocca, perché si ecciti al suo stesso profumo.

Dovrà regolare il ritmo e la pressione sulla clitoride in base ai mugolii e ai movimenti della donna. Può stimolarle con lenti movimenti circolari tutte le zone più sensibili e eccitarla interrompendosi. come masturbare una donna Di solito, però, i migliori risultati si ottengono portandola all’orgasmo il più in fretta possibile.

Se la donna ha reazioni pronte e non è spaventata dalla situazione metterà a dura prova, divincolandosi, i legacci. L’uomo dovrebbe mettersi in ginocchio a cavalcioni su di lei, non starle seduto addosso, né cercare di tenerla ferma: la donna dovrebbe essere comunque del tutto impotente. Infine (nel caso di una coppia di amanti ben affiatata questo avverrà quando la donna sarà arrivata a uno stato di semincoscienza), l’uomo darà alcuni colpi di lingua alla vagina per bagnarla, poi passerà a un coito vigoroso.

Le farà raggiungere un’altra ancor più alta serie di orgasmi e, a sua volta, cercherà di eiaculare in fretta. L’uomo dovrebbe capire dal comportamento di lei quando arriva il momento di smettere. Questo momento non è legato alla frenesia dei mugolii o dei movimenti convulsi che di regola si manifestano con la massima intensità immediatamente prima dell’orgasmo. Infine, dovrebbe slegarla in fretta, abilmente e senza farle male, in modo che quando torna in sé si trovi stretta quietamente tra le sue braccia.

La tecnica della masturbazione lenta si presta bene per uno scherzetto inaspettato che si può fare al partner dicendogli che gli si farà provare qualche cosa di indimenticabile; dopo averlo legato ed essersi assicurata che non è in grado né di liberarsi né di gridare, la donna lo lascia lì a guardare mentre si masturba fino all’orgasmo.

La cosa è più eccitante di quanto non sembri per entrambi: se l’uomo è eccitato e si aspetta qualcos’altro, diventerà furioso, e i suoi inutili tentativi di liberarsi ecciteranno la donna. Dopo l’orgasmo, lei potrà masturbarlo, lentamente però.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

Altre risorse: donne cougar.

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Mar 012011
 

La cura di Alice Stockman: continuare, continuare, continuare sempre evitando che l’uomo raggiunga l’orgasmo. In realtà, si tratta di un esercizio per curare la eiaculazione precoce, più che di una tecnica generale cui ricorrere nel coito.

Un rapporto sessuale di lunga durata è bellissimo, ma lo scopo è di eiaculare, alla fine. come ritardare l'eiaculazione È una tecnica che alla donna procura enormi soddisfazioni: la versione originale della Stockman, in cui l’uomo non eiacula ma ha la possibilità di lasciar spegnere l’erezione in vagina, non presenta nessun vantaggio rispetto alla tecnica di far durare il rapporto altrettanto a lungo e di ottenere l’orgasmo e può inoltre sciupare la reazione.

Tuttavia, a sentire i resoconti sullo yoga del sesso fomiti dai testi orientali, vale la pena di provarla. L’antica filosofia taoista e tantrica sosteneva che lo sperma è il carburante dello spirito: l’uomo dovrebbe stare bene attento a conservarlo, attingendo virtù dalla donna.

L’eiaculazione potrebbe disperdere questa pretesa virtù. Di conseguenza, moltissime posizioni sessuali yoga sono state studiate proprio a questo scopo: far ottenere alla donna diversi orgasmi, mentre l’uomo conserva il proprio seme e, in realtà, compie un esercizio sessuale a scopo di meditazione.

Gli adepti dello yoga si esercitano, inoltre, a eiaculare “dentro”. È una tecnica che non dà soddisfazioni: lo sperma finisce nella vescica, dalla quale poi viene espulso attraverso le urine. In qualche caso la stessa cosa avviene spontaneamente, ma secondo noi si tratta di una malattia, oltretutto difficile da curare.

Questo spiega perché molti uomini traggono ben poca soddisfazione dalle elaborate posizioni indù per il controllo della eiaculazione precoce  o non precoce. Se uno desidera servirsi del coito come di una tecnica di meditazione, nulla lo vieta, anche se pare proprio che non ci siano motivi razionali contro l’eiaculazione finale.

Il metodo Karezza è stato elaborato, forse in base a considerazioni analoghe, dalla comunità di Oneida: è un mezzo per limitare il concepimento, anche se non dei più sicuri, perché lo sperma può uscire anche senza che ci sia un’eiaculazione vera e propria.

Qualche tempo fa, un prete progressista francese propose questo metodo come soluzione agli scrupoli del Vaticano sul controllo delle nascite. Lo chiamò continence conjugale, ma venne messo a tacere.

Il metodo consiste nella capacità di esercitare un controllo completo dei movimenti da parte del maschio (un esercizio perfetto per curare la eiaculazione precoce).

Ecco come funziona: la donna può fare unicamente movimenti interni, mentre l’uomo deve dare solo pochi affondi per mantenere l’erezione, fermandosi non appena la tensione aumenta.

Usatelo solo per addestrarvi ad avere un coito prolungato, poi cominciate a fare i normali movimenti fino all’orgasmo. Alla lunga la donna ne rimarrà sicuramente soddisfatta.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

Altre risorse: incontri sexy.

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