Archivi per la categoria ‘Sesso Tantrico’

Amore è meditazione

lunedì, 16 novembre 2009

Il Tantra è la via spirituale dell’amore, che usa la sessualità come materia prima, raffinandola e sviluppandola fino alle forme più eccelse di amore e consapevolezza.

Ma che cos’è l’amore? Generazioni di filosofi hanno tentato di definirlo, ragazzi nudi ma non mi risulta che la ricerca si sia conclusa con un risultato da tutti condiviso. Pertanto ogni generazione, se non addirittura ogni individuo, deve definirne ex novo il significato.

A questo proposito vorrei parlare in base alla mia esperienza personale, ma anche a nome della mia generazione. A ventun anni, quando studiavo a Monaco ed ero ancora ignaro del linguaggio della trascendenza, per mesi amai follemente un’amica di mia sorella. Il suo altalenare dalla totale apertura all’estrema riservatezza ora me l’avvicinava, ora me l’allontanava.

Un giorno andai a farle visita a casa e per tutto il tempo me ne stetti lì seduto a osservarla mentre cuciva, e lei sopportò la mia presenza. Mentre i miei pensieri le ruotavano intorno, a un tratto mi resi conto che io non esistevo più per me stesso, avevo occhi, orecchie e sensazioni solo per lei.

Non sempre ci lasciamo sopraffare in tal modo dall’amore. Esistono anche forme affettive più salutari, in cui le esigenze del proprio organismo hanno pari rilevanza rispetto a quelle della persona amata. In ogni modo l’amore è sempre dono di sé, capacità di rivolgersi all’altro, dedizione e devozione verso qualcuno o qualcosa.

Infine, l’amore prescinde dall’oggetto. amore e sesso tantrico Se siamo consapevoli della nostra capacità di rivolgerci all’altro, questa può sussistere anche se l’oggetto si trasforma. Di conseguenza un oggetto (presumibilmente) uguale può cambiare, pressappoco come cambiano i partner nelle relazioni amorose.

Oppure l’oggetto si trasforma, come quando l’amore del Dalai Lama benedice prima un uditorio e poi un altro. In tal senso l’amore è uguale alla meditazione.

La strada che – passando attraverso l’altro, il partner, l’oggetto di venerazione e l’amore – conduce a questa sacra condizione è in ogni caso assai bella e naturale. Come dice la parola stessa, l’amore incondizionato non accetta condizioni, è indipendente dall’oggetto, va oltre le circostanze; da questo punto di vista è quindi uguale alla meditazione.

Liberamente tratto da “Tantra – il gioco dell’amore” di W.S. Schneider

Altre risorse: incontri di sesso.

Troppo sesso rende insensibili

giovedì, 12 novembre 2009

Le relazioni sessuali sono dunque le nostre relazioni più importanti, perciò meritano di essere considerate non solo come fonte di soddisfazione momentanea.

La pubblicità e il mondo dei media ci subissano non soltanto di simboli, scopate ma anche di immagini sessuali esplicite, talvolta icastiche. L’effetto su di noi  spettatori è il seguente: io sento di non appartenere al mondo di questi personaggi così belli, giovani e sexy, ma forse acquistando uno dei prodotti pubblicizzati potrei diventare come loro, oppure “in un modo o nell’altro” questo potrebbe condurmi nella giusta direzione.

D’altro canto, un eccessivo bombardamento ci rende insensibili. La pubblicità, che ci segue in ogni dove con il suo carico di sesso, ci seduce e al tempo stesso ci satura. Ne consegue che le occasioni concrete per il sesso si moltiplicano a dismisura, ma finiscono per esercitare su di noi un effetto meno seducente.

L’attività sessuale effettiva diminuisce e allo stesso modo, stando almeno ai sondaggi, il buon sesso non riveste più un’importanza così nettamente superiore rispetto a una bella mangiata o a un bel concerto. È probabile che i nostri antenati, seguaci di religioni arcaiche, un tempo abbiano sentenziato così: il dio della sessualità è un dio potente; guai a chi non lo tratta con rispetto, perché su di lui si abbatterà la sua vendetta (magari attraverso l’Aids).

Ma la nostra indole, il nostro sentire profondo sesso anale e i nostri desideri non sono poi tanto diversi da quelli di allora, anche se viviamo in un ambiente più artificiale. Ancora oggi il sesso si agita nel fondo del nostro essere e come poche altre cose determina se saremo felici o infelici.

Ancora oggi la dea del sesso governa su di noi, ed è una dea della creazione, della riproduzione, del piacere e dell’energia vitale. Oggi come ieri occupa un posto importante nella nostra vita. Anche se non ci esprimiamo più per mezzo del mito, ciò non vuol dire che queste energie siano per noi meno significative.

La sessualità ora più che mai è per noi l’energia vitale centrale e fondamentale. Da tale energia scaturisce una forza anarchica in grado di fare piazza pulita di tutte le strutture artificiali costruite su di essa.

Liberamente tratto da “Tantra – il gioco dell’amore” di W.S. Schneider

Sessualità femminile: liberare l’orgasmo

giovedì, 26 marzo 2009

Fare l’amore con il punto G

Finora quando parlavamo del punto G, ci riferivamo al massaggio rituale già descritto in precedenza.

Averlo fatto almeno una volta è utile per avere una chiara videoporno e distinta percezione di quest’area, per assaporare l’intensità dei sentimenti che possono scaturirne. Ma non vogliamo certo fermarci al massaggio. Vediamo allora come introdurre la ricchezza di quello che abbiamo imparato anche nell’atto amoroso.

Se prima del massaggio soltanto un terzo delle donne intervistate era consapevole del punto G, dopo aver fatto tutti i passaggi circa la metà di loro riconosce di aver provato le stesse sensazioni anche durante l’atto sessuale, benché non in questa misura, perché non ci avevano fatto caso.

Le stesse donne dicono che i tocchi del pene, spesso sfuggenti durante il rapporto sessuale, non sono sufficienti per soddisfarle pienamente.

Quando chiediamo alle donne che cosa le aiuta a raggiungere il piacere, vediamo che niente è casuale, ma ci sono dei fattori ben precisi. Al primo posto c’è il grado di rilassatezza. Se la donna si rilassa le diventa più facile abbandonarsi nell’atto amoroso, godendosi ogni momento, sviluppare la sensibilità necessaria per sentire il punto G.

Potersi rilassare implica che non ci siano fattori esterni di disturbo, cioè che ci si possa concedere il tempo necessario, che il telefonino sia spento, che i bambini non possano fare irruzione in camera da letto eccetera.

A parte la confidenza con il partner, sessualità femminile: il punto G i rimanenti fattori dipendono dalla donna stessa. È lei che decide quando muovere il bacino, che posizione assumere e quanto tempo dedicare alla stimolazione.

Una libertà di scelta decisamente in contrasto con il modo in cui spesso le donne parlano del loro piacere: «Allora mi è capitato…» o: «Lui mi ha fatto sentire…» oppure: «Non so come, a un certo punto…»

Scelte lessicali che lasciano intendere come il sesso venga vissuto in modo remissivo, passivo, con il piacere elargito dal partner o dal caso …

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

Sessualità e posizioni : la forbice

domenica, 22 marzo 2009

La posizione della forbice è molto confortevole quando si fa sesso, infatti è comoda per entrambi e al contempo permette a tutti e due di muoversi nel proprio ritmo e respirare liberamente.

Per avere un buon grounding con la posizione della forbice fighe pelose conviene assumerla con i piedi rivolti verso la parete.

In questa erotica posizione sessuale nessuno sta sopra o sotto l’altro, ma uomo e donna sono sullo stesso piano e possono comunicare bene attraverso gli occhi e le mani.

La forbice si presta per fare sesso per lungo tempo e con rilassatezza. Anche quando l’erezione dell’uomo non è completa, infatti, il pene non scivola fuori dalla vagina, perché si tiene con le proprie cosce alla coscia della donna; di conseguenza può concentrarsi meglio sul proprio piacere senza agitarsi.

La donna, da parte sua, inclinando il bacino oppure chedendo all’uomo di penetrarla più dal basso in alto, può regolare l’angolo delle spinte per stimolare il punto G. Inoltre  con le mani arriva anche bene al clitoride per combinare le due stimolazioni in una.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualità femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

Le posizioni per fare sesso: lei sopra di spalle

giovedì, 19 marzo 2009

Questa posizione combina la libertà di movimento della donna con una sesso estremo forte concentrazione su se stessa, perché non guarda in faccia l’uomo.

È una posizione dove la donna conserva bene la propria individualità e indipendenza, mentre la coppia va in secondo piano.

La donna può stimolare bene il proprio clitoride e combinare le due stimolazioni in un unico ritmo, oppure stimolare il punto P dell’uomo.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualità femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

Le posizioni del sesso: lei sopra a vista

domenica, 15 marzo 2009

In questa posizione la donna può muoversi liberamente e, siccome l’uomo è piuttosto immobile, può dirigere bene il gioco erotico.

È lei che dà il ritmo e che regola l’angolo della penetrazione tette grosse per essere toccata al punto G. a differenza delle posizioni precedenti, in questa può tenere il contatto visivo e rendere l’incontro più intimo.

Entrambi si possono toccare e accarezzare. Il piacere al punto G viene condiviso nella coppia, specialmente se la donna si apre emotivamente e lo esprime con la mimica, con suoni e muovendo la testa.

In questa posizione l’uomo potrebbe aggiungere una pressione sulla pancia della donna immediatamente sopra l’osso pubico, mentre lei lo cavalca, stimolando il punto G simultaneamente dall’esterno e dall’interno.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra

Posizioni sessuali: in piedi

martedì, 10 marzo 2009

Se la donna in questa posizione si piega molto in avanti e si tiene alle anche dell’uomo, la penetrazione nella vagina è più facile (alcuni la definiscono posizione a 90° altri alla pecorina … ma si sa, paese che vai usanza che trovi …). video di sesso

Entrambi, stando sui propri piedi, hanno un buon grounding. L’uomo può fare delle spinte forti senza stancarsi, perché il movimento parte dalle cosce.

La penetrazione in questo modo diventa profonda e si presta per la donna che ha un punto G molto profondo.

Liberamente tratto da “Il punto G: una guida tantrica al mistero della sessualita’ femminile” di Eldmar e Michaela Zadra