Archivi per la categoria ‘Sessualità’

Quando gli uomini non prendono più l’iniziativa

giovedì, 10 giugno 2010

Uno dei motivi principali per cui le coppie smettono di fare sesso è che l’uomo non prende più l’iniziativa, oppure che è troppo spesso la donna a prenderla.

Quando è sempre la donna a provarci non solo è una cosa frustrante: dopo un po’ l’uomo smette di desiderarla.

Le donne in genere non capiscono che inseguendo l’uomo più di quanto lui insegua loro alla lunga lo renderanno passivo. video porno amatoriale Un minimo di slancio sessuale va benissimo: serve a fargli capire quando è il momento di partire all’attacco. Ma quando è la donna a fare tutto, l’uomo finisce per perdere interesse al sesso senza neppure sapere perché.

Se la donna si accolla tutta la responsabilità di prendere l’iniziativa, lentamente ma inesorabilmente l’uomo perde ogni motivazione. Ogni volta che la donna sfodera il lato maschile e cacciatore, l’uomo si rifugia troppo nel lato femminile e ricettivo: uno squilibrio che lentamente consuma la passione amorosa.

Spesso l’uomo non sa nemmeno che fine abbia fatto la passione che nutriva per la partner; arriva a credere che lei non gli piaccia più.

Prendendo invece l’iniziativa in maniera indiretta la donna fa sì che il partner ritrovi quella parte maschile di sé che la desidera e riprenda a cercarla.

La maggioranza degli uomini non immagina neppure che una donna sessualmente troppo vivace può arrivare a inibire il desiderio.

Nonostante che ad alcuni la donna sicura di sé piaccia molto, passato un po’ di tempo non capiscono perché non li attrae più o trovano più interessanti altre donne.

All’inizio la donna sessualmente aggressiva e sicura di sé può far colpo sull’uomo: non rischia rifiuti e questo gli dà sollievo. Ma col tempo la passione è destinata a diminuire.

Le donne si lamentano spesso di essere sempre costrette a prendere l’iniziativa. II mio consiglio è di impegnarsi piuttosto a far capire all’uomo che non rischia nulla prendendo l’iniziativa.

Non c’è niente di male se la donna prende l’iniziativa ogni tanto. Diventa però un problema se lo fa il più delle volte: l’uomo infatti ci prova sempre meno e perde l’interesse.

Da “Marte e Venere in camera da letto” di J. Gray

Tecnica di sesso sfrenato sassone

domenica, 23 maggio 2010

Questa tecnica consiste nel premere fortemente l’uretra maschile alla base del pene, nell’incerta speranza di impedire l’eiaculazione e quindi il concepimento.

Come metodo anticoncezionale fa schifo, in quanto gli spermatozoi fuoriescono prima dell’eiaculazione.

Alcune donne però usano il trucco, sesso sfrenato mentre masturbano un uomo, di arrestare e di far ricominciare l’eiaculazione per prolungare l’orgasmo. Questa tecnica sassone potremmo rinominarla tecnica di sesso sfrenato … non trovate?

Comunque sia lo stesso risultato si ottiene con maggiore efficacia premendo l’asta del pene immediatamente sotto il glande con due o tre dita. La pressione deve essere decisa ma non dolorosa.

Alcuni esercitano invece una pressione nella regione perineale, tra lo scroto e l’ano. Lo scopo è quello di fare avvenire l’eiaculazione a tratti. Se si arresta completamente la fuoriuscita dello sperma, questo finisce nella vescica.

Non ci sono prove che questa tecnica sessuale sia dannosa, a meno che venga usata spesso e con violenza. Probabilmente, però, è meglio evitarla.

L’interruzione dell’eiaculazione può non essere pericolosa ma è difficile, e non tutti riescono a sopportarla. Le donne che utilizzano questa tecnica dicono che a volte è apprezzata: ma dipende dal partner.

In alternativa, per prolungare l’atto sessuale, ci si può fermare immediatamente prima dell’eiaculazione per ricominciare dopo qualche minuto.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di Alex Comford

Sesso sadico: le catene

giovedì, 8 aprile 2010

Luccicano, tintinnano, hanno un aspetto un po’ sadico, e stanno benissimo sulla pelle nuda.

Ci sono donne a cui piace tanto la sensazione di freddo sesso sado maso che comunicano quanto il simbolismo e uomini che passano ore ad annodarle e a scioglierle (provate a farle indossare anche a lui).

Sono scomode ed efficaci solo dal punto di vista simbolico, se volete usarle per legare il partner: però suggeriscono violenza e molte persone le trovano eccitanti.

Gli oggetti luccicanti e tintinnanti eccitano anche le gazze, non solo gli esseri umani.  Il sesso sadico o BDSM (Bondage Sado Maso)  è una pratica seguita da più coppie di quanto si pensi, ci sono regole da rispettare sia per i dominanti sia per i sottomessi.

Quando siamo adulti e consenzienti ogni gioco erotico è lecito, purché si tratti di un gioco, la violenza, quella vera, non è un gioco erotico, è una devianza, una patologia e un reato penale!

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di Alex Comford

Parlare di sesso

lunedì, 1 febbraio 2010

Uno dei segreti per ottenere una vita sessuale appagante è fare leva sui punti di forza, evitando di fossilizzarsi sui problemi o su quello che non si ha.

Gli uomini e le donne hanno bisogno di un feedback chiaro e positivo per poter sapere cosa procuri ai partner il maggiore appagamento. sesso libero Il mio consiglio è di dedicare una mezz’ora di quando in quando, specialmente in momenti in cui non avete una visione negativa del sesso, a discutere insieme delle vostre esperienze sessuali.

Anzi, sarebbe bene ripetere occasionalmente questa conversazione anche a distanza di anni. Ecco un elenco di domande che potranno aiutarvi a stimolare una conversazione istruttiva.

Che cosa ti piace del sesso fra noi?
Cosa hai provato quando ho fatto la tal cosa?
Ti piacerebbe farlo di più?
Più o meno, quante volte vorresti farlo alla settimana?
Ti piacerebbe che ogni tanto i preliminari durassero di più?
Ti piacerebbe che ogni tanto i preliminari durassero meno?
C’è qualcosa di particolare che vorresti che ti facessi in un giorno qualsiasi del mese prossimo mentre si fa sesso?
C’è un modo nuovo in cui vorresti che ti toccassi? Se sì, me lo fai vedere?
C’è qualcosa di nuovo che vorresti provare?
C’è qualcosa che desidereresti provare sessualmente e che non abbiamo mai fatto?
C’è qualcosa che non faccio più e che vorresti che facessi più spesso?

Se è un periodo in cui non avete rapporti o non siete completamente appagati, potete intavolare una simile conversazione soltanto facendo molta attenzione a mettere da parte ogni animosità, rimostranza e critica.

Parlare di sesso è una questione molto, molto delicata. Ciò che rende difficoltoso parlare delle nostre esigenze a letto è che non vorremmo deludere i nostri partner, ma al tempo stesso non vogliamo che si aspettino da noi qualcosa che ci imbarazza o ci sembra innaturale.

Quando risponderete a queste domande mettete bene in chiaro che non state pretendendo più di quello che avete già. Bisogna evitare di fare cose che provocano disagio. Se i partner non sembrano disposti a fare cose che voi vorreste, è di importanza cruciale che non li giudichiate e accettiate il loro punto di vista.

Analogamente, se vogliono qualcosa che non vi sembra importante o che inizialmente trovate poco gradevole, non escludetelo per partito preso. Dite ad esempio: «Ora come ora non lo farei, ma lo prenderò senz’altro in considerazione».

Un modo per far sapere al partner che tenete molto a una certa cosa è parlarne, senza recriminare, ogni volta che ha luogo una conversazione sul sesso come questa.

Uno dei segreti per ottenere una vita sessuale appagante è fare leva sui punti di forza, evitando di fossilizzarsi sui problemi o su quello che non si ha. Molti uomini e donne mi hanno rivelato che, dopo avere seguito un corso sul sesso su cassetta, sono riusciti ad abbandonare certe idee «puritane» e hanno cominciato a godere davvero dei piaceri del sesso con la persona che amano.

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

Quando lui conduce il gioco

giovedì, 28 gennaio 2010

Quando la coppia fa sesso e l’uomo prende l’iniziativa la donna non progetta né preordina le sue molteplice espressioni  sessuali che fanno parte della sua natura, ma le scopre di volta in volta.

Quando è l’uomo a condurre il gioco, la partner ha la libertà di pensare meno e sentire di più. inculate amatoriali Questo non significa che lei debba rimanere completamente passiva.

Significa piuttosto che, essendo libera di rilassarsi senza più pensare a quello che «dovrebbe» succedere in un rapporto sessuale, può lasciarsi trasportare dalle correnti e dai ritmi ondulatori della propria natura sensuale.

Come ogni tipo di musica vuole il suo ballo, così può muoversi e ballare con lui al ritmo che preferisce in quel momento. Un giorno può sentirsi come un serpente che scivola sul corpo di lui, avvolgendolo e seducendolo con la sua carne nuda.

Un altro si sente come una vergine innocente che per la prima volta scopre il sesso e vive con sentimento e ingenuità quel contatto fisico bellissimo e sconosciuto. Un altro ancora la ritrosia iniziale lascia il posto al calore della passione in lei sopita scatenandosi in un ritmo da sesso sfrenato animalesco.

Una volta si sente dominatrice e gli intima di non muoversi mentre decide in che modo farlo impazzire di piacere come una diva del porno, un’altra si accoccola pacificamente su di lui sciogliendosi in un’estasi di relax mentre lui l’accarezza.

Non pianifica né premedita queste diverse espressioni della sua natura sessuale, che scopre di momento in momento.

Quando la donna ha la libertà di essere spontanea, queste diverse espressioni e altre ancora emergono con naturalezza trovando la loro manifestazione.

Quando l’uomo ha cura di dedicare tempo alla stimolazione della donna senza aspettarsi da lei alcuna reazione, gradualmente le dà la sicurezza necessaria per fare ed esprimere tutto ciò che sente. Una simile, disinibita espressione sessuale le dà la libertà di raggiungere nuove vette di estasi sessuale.

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

Stagioni sessuali

lunedì, 25 gennaio 2010

I modi di fare sesso cambiano come le stagioni; non esiste monotonia. Per assecondare questi naturali cambiamenti, la donna deve sentirsi appoggiata nella scoperta delle nuove e diverse espressioni della propria sessualità.

Per la donna, l’atto sessuale è un processo in cui scopre progressivamente cosa le piace fare quel giorno. Non vuole che il partner segua un piano prestabilito nei minimi dettagli. pompini con ingoio Preferirebbe che il sesso fosse ogni volta una creazione spontanea, adatta a come si sentono entrambi in quel momento.

Per ottenere questo risultato occorre una nuova strategia. Come abbiamo già visto, l’uomo preferisce istintivamente seguire una formula collaudata perché in tal modo ha la certezza di poter appagare la partner.

Anche la donna vuole che lui sappia quello che fa, ma non in questo senso. Vuole che sappia che ogni volta lei potrebbe essere di un umore diverso. Vuole che sappia come scoprire insieme cosa lei vuole. Vuole che sia sensibile a come lei reagisce, captando in che modo vuole essere condotta a vette più alte di piacere e appagamento.

Per farlo, l’uomo non deve solo conoscere le regole fondamentali di una vita sessuale appagante. Deve anche essere disposto a sperimentare alternando i diversi approcci che conosce.

Come un artista, deve avere assoluta dimestichezza con i colori di base del sesso e quindi sperimentare le diverse combinazioni per creare nuove opere d’arte. Come un musicista, deve conoscere le note in base a cui creare gli accordi di un bel pezzo musicale.

Lo so, lo so, qualcuno potrebbe pensare: “ecco perché gli uomini preferiscono le sveltine …”, ma diventare un artista del sesso, oltre ad essere soddisfazione personale con un notevole ritorno in termini di autostima, permette alla coppia di praticare un sesso profondo, coinvolgente e appagante.

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

Viaggio nella sexy Berlino: die erogenste zone

giovedì, 7 gennaio 2010

Ciò che mi è molto piaciuto di Berlino è la sua atmosfera unica e irrefrenabile, che trasuda da ogni edificio e da ogni cittadino, aria di accettazione e di libertà, di tolleranza anche.

Vi è un’aria di modestia tra berlinesi che sono di mentalità aperta e neutra. In quanto tale, la città è una calamita per i non-conformisti e le menti creative attratte dalla vita notturna e da ciò che è bizzarro.

I berlinesi hanno una visione sana dei piaceri della vita e grazie a due donne straordinarie, pompinare sexy la Germania 7 anni fa ha legalizzato la prostituzione e ha cercato di portare quest’industria sotto il controllo dello Stato, fornendo i lavoratori del sesso con i diritti del lavoro e una maggiore tutela della salute.

Ecco due luoghi dove ricercare le tracce di Felicitas Schirow e Beate Uhse.

Club Pssst!

Usciti alla fermata Blissestrasse della metro U7, imboccate a destra Sigmaringerstrasse e notate, sul marciapiede di sinistra, al n. 73, poco oltre il palazzo neogotico che ospita la scuola elementare, l’insegna del Club Pssst!, una delle storiche case di tolleranza di Berlino. La tenutaria del locale è, forse, la professionista del sesso più celebre della Germania. Nata nel 1957 in una famiglia alto borghese, frequentato il liceo classico, Felicitas Schirow decise di intraprendere la carriera di prostituta dopo aver letto, dice, i classici dell’erotismo di Joh Cleland e Felix Salten. Il Pssst! Risale al 1997, quando la prostituzione nel Land d Berlino era ancora illegale.

In un primo momento le autorità cercarono di revocarle la licenza, ma la Schirow ingaggiò una battaglia per la regolarizzazione del sesso mercenario. Allo scopo si servì dei tribunali, ma soprattutto di stampa e televisione: giornali e talk show si contendevano le sue interviste, rendendola in breve tempo una star mediatica. Dal 2002 la prostituzione è stata riconosciuta come legale dal parlamento tedesco e quindi è regolamentata e tutelata. Buona parte del merito di questa legge va proprio a Felicitas Schirow.

Beate Uhse Erotik Museum

Dalla fermata di Zoologischer Garten, girate a destra in Joachimstaler Strasse subito dopo i binari; fatti pochi passi tra baracchini di cibo cinese e sexy shop si raggiunge l’Erotik Museum di Beate Uhse. Vi si accede attraversando uno dei più forniti sexy shop  della città, dotato perfino di bar interno. Il museo dell’erotismo, ai piani superiori della palazzina, ha una bassa rilevanza artistica, ma ospita ben 5000 oggetti  dalle forme e dagli utilizzi più bizzarri e fantasiosi: alcuni sono veri e propri pezzi di antiquariato che raccontano la storia del costume sessuale attraverso i secoli.

A partire dal terzo piano, la mostra si apre con una raccolta di disegni orientali del XVIII secolo di scene di sesso accompagnati da accessori sessuali. Piccole sezioni del museo sono dedicate all’artista Heinrich Zille e lo scienziato sessuale Magnus Hirschfeld, ma sono sotto-sezioni, probabilmente per far posto alle cinture di castità e di modelli di grandi dimensioni del pene.

Senza dubbio più curiosa del museo è la vicenda di Beate Uhse, singolare personaggio della scena berlinese, diventata una vera e propria icona. Nata nell’allora Prussia orientale, oggi territorio russo, dopo aver ascoltato dal fratello la leggenda di Icaro, si appassionò all’idea di volare al punto da diventare, a 19 anni, la prima pilota acrobatica tedesca. Allo scoppio della guerra si arruolò nella Luftwaffe; nel 1945 venne catturata dagli inglesi. Nella Germania liberata, agli ex militari era vietato volare anche come piloti civili.

Dovendosi inventare un nuovo lavoro, Beate rispolverò le nozioni di educazione sessuale impartitele dalla madre viaggio a berlino sexy e concepì un opuscolo sul metodo contraccettivo Ogino-Knaus, da vendere per corrispondenza, raggiungendo nel 1956, le 32,000 copie distribuite. Visto il successo dell’operazione, nel 1962 aprì a Flensburg il primo “negozio per l’igiene della coppia”, di fatto il primo sexy shop del mondo, precursore di una multinazionale  che conta oggi 330 punti vendita in 15 Paesi ed è quotata in borsa. La Uhse è morta nel 2001, non prima di essere insignita dal Presidente della Repubblica della Bundservdienstkreuz, la Croce di ordine al merito, riconosciuta a quanti hanno servito il paese in modo esemplare in ambito economico, sociale e culturale.

Nell’Erotik Museum, Beate Uhse ottiene il suo santuario personale che documenta la sua vita estrema, con documenti dei suoi giorni nella Luftwaffe, immagini di lei al timone di un motoscafo di grandi dimensioni. Tutto sommato, si ha l’impressione che il museo è stato messo lì solo a giustificare una visita alle cabine video e al superstore del sesso ai piani inferiori.
Federina