Dic 262008
 

Durante i miei primi seminari, ascoltando uomini e donne raccontare le loro esperienze sessuali ho notato un filo conduttore.

Nelle storie degli uomini spiccavano le descrizioni di come la donna aveva reagito. Gli uomini erano orgogliosi di averla fatta impazzire o condotta all’estasi del piacere.

Viceversa, le donne raccontavano le proprie sensazioni e descrivevano quello che l’uomo aveva fatto per loro. appagare la donna Trovavano l’esperienza nel suo insieme più importante del risultato finale. Erano orgogliose di quello che l’uomo aveva fatto per appagarle. Questa differenza tematica è molto significativa.

Fondamentalmente, ciò che rende appagante e memorabile il sesso per l’uomo non è il pompino che lei gli ha fatto, ma l’appagamento della donna. Raggiunge il massimo appagamento quando riesce ad appagare la donna.

Per la donna, il sesso è reso bello e indimenticabile dalla stessa cosa, vale a dire: il proprio appagamento. Certo, anche lei vuole che l’uomo sia appagato, ma questo non le procura piacere fisico. Non le dà la stimolazione fisica necessaria per raggiungere l’orgasmo. Le donne in genere non dicono: «È stato fantastico perché lui ha avuto un orgasmo intensissimo». Essere soddisfatta dall’uomo è per la donna il motivo maggiore di appagamento.

Se si vuole che il sesso sia indimenticabile per entrambi, è necessario appagare la donna. Non ho mai sentito un uomo lamentarsi e dire: «Lei ha goduto tantissimo e io invece no. Le importava solo di sé e del proprio piacere. Ha fatto quello che voleva e poi se n’è andata».

Liberamente tratto da “Marte e venere in camera da letto” di John Gray

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 Posted by at 12:58

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