Mar 312009
 

Il sultano dell’Impero ottomano rea la base di una piramide enorme di funzionari e di eunuchi, viveva nel continuo terrore di essere assassinato ed era obbligato a fare una firma su un libro ogni volta che aveva un rapporto sessuale con una delle mogli o delle concubine.

Spesso aveva trascorso la gioventù pompini manga in compagnia di amanti notoriamente sterili, nell’attesa di sapere se sarebbe salito al trono o se sarebbe stato strangolato nel caso un altro fosse diventato sultano.

Alle innumerevoli donne del suo harem veniva insegnata l’arte di essere seducenti, però non ne sono rimaste testimonianze scritte. La donna che il sultano aveva scelto doveva entrare nuda nella sua camera, infilarsi, nell’oscurità, sotto le coperte ai piedi del letto e strisciare fino al suo fianco per servire al suo piacere.

Le novelline recalcitranti venivano trascinate dall’Aga Bashi con i pollici legati strettamente insieme e spesso, se non si sottomettevano, venivano picchiate con le verghe sulle piante dei piedi. Le concubine  che avevano commesso qualche infrazione venivano gettate in mare chiuse in un sacco… di seta, se erano di nobile origine.

Nonostante ciò, nell’Europa cristiana del XIX secolo si fantasticava moltissimo a proposito dell’erotismo turco. Le fantasie turche non devono essere obbligatoriamente fallocentriche. La donna può anche fare la parte di Gulbeyaz che accoglie lo stallone cristiano che si è scelta.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di Alex Comfort

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 Posted by at 12:31

  One Response to “Coito alla turca”

  1. Rimangono sempre famosi non per l’amore.. o l’amore erotico ma perché IMPALAVANO le PERSONE bambini e donne comprese oltre che uomini 🙁 !
    L’amore comunque è universale…
    Morando

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