Nov 092009
 

Vi sono due tipi di eunuchi: quelli travestiti da maschi e quelli travestiti da femmine.

Gli eunuchi travestiti da femmine imitano di quest’ultime il vestire, la parlata, i gesti, la tenerezza, la timidezza, la semplicità, la mollezza e la ritrosia.

Gli stessi atti che si compiono sulla jaghana, o parte mediana delle femmine, possono essere compiuti sulla bocca dagli eunuchi: pompinare ciò è chiamato Auparishtaka. Tali eunuchi traggono il loro fantasioso piacere, nonché i mezzi di sussistenza, da questo tipo di incontri e conducono la vita delle cortigiane.

Gli eunuchi travestiti da maschi tengono segreti i loro desideri e quando vogliono avere sempre disponibili occasioni concrete conducono la vita dei massaggiatori. Con la scusa del massaggio, un eunuco di questo tipo abbraccerà e attirerà verso di sé le cosce di un uomo che stia massaggiando, dopo di che toccherà l’attaccatura e la jaghana, o parte centrale del corpo. Al che, se trova il lingam dell’uomo eretto, lo stringerà tra le dita e redarguirà l’uomo per essersi lasciato andare.

Se a questo punto, comprese le intenzioni dell’eunuco, l’uomo non lo invita a continuare, questi lo farà di sua iniziativa dando inizio al congresso.  Se invece gli viene ordinato di farlo, allora si metterà a discutere con lui, lasciandosi persuadere solo con difficoltà. Le seguenti otto cose dovranno essere eseguite dall’eunuco, in successione:

  • il congresso nominale
  • morso sui lati
  • pressione esterna
  • pressione interna
  • bacio
  • sfregamento
  • suzione del frutto di mango
  • inghiottimento

Al termine di ognuno di tali atti l’eunuco esprimerà il desiderio di smettere, ma se, ad atto terminato, l’uomo desidera che ne venga compiuto un altro, passerà al successivo e così via.

  1. Quando, tenendo il lingam dell’uomo in mano e ponendolo tra le labbra, l’eunuco se lo fa girare in bocca, si parlerà di ‘congresso nominale’.
  2. Quando, coprendo la punta del lingam con le dita a germoglio o a fiore, l’eunuco ne preme i lati con le labbra, usando anche i denti, si parlerà di ‘morso sui lati’.
  3. Quando, invitato a continuare, l’eunuco preme la punta del  lingam con le labbra chiuse e lo bacia come se volesse estrarlo, si parlerà di ‘pressione esterna’.
  4. Quando, invitato a continuare, introduce maggiormente il lingam in bocca e lo preme con le labbra e poi lo estrae, si parlerà di ‘pressione interna’.
  5. Quando, tenendo il lingam in mano, l’eunuco lo bacia come se stesse baciando il labbro inferiore, si parlerà di ‘bacio’.
  6. Quando, dopo averlo baciato, lo sfiora tutto con la lingua insistendo sulla punta, si parlerà di ‘sfregamento’.
  7. Quando, allo stesso modo, l’eunuco introduce in bocca metà del lingam e lo succhia e bacia con forza, si parlerà di ‘suzione del frutto di mango’.
  8. Infine quando, con il consenso dell’uomo, l’eunuco introduce tutto il lingam in bocca fino in fondo, come volesse inghiottirlo, si parlerà di ‘inghiottimento’.

Durante tali rapporti può accadere coito orale che si percuota, si graffi o si facciano altre cose ancora. L’Auparishtalca è praticato solo da donne poco caste e licenziose, serve e cameriere, vale a dire da donne non sposate, che possono guadagnarsi da vivere praticando massaggi. Gli Acharyas, antichi e venerabili autori, sono dell’opinione che l’Auparishtalca sia degno di un cane e non di un uomo, essendo una pratica bassa e non conforme ai dettami delle Sacre Scritture, e per di più soffrendo l’uomo nel mettere il lingam a contatto con la bocca di eunuchi e di donne.

Ma Vatsyayana afferma che le regole delle Sacre Scritture non influenzano coloro che frequentano cortigiane e che la legge proibisce la pratica dell’Auparishtalca solo con le donne sposate. Per quel che riguarda le ferite che l’uomo può riportare, vi si può facilmente porre rimedio.

Gli abitanti dell’India Orientale non frequentano donne che praticano l’Allparishtalca. Gli abitanti di Ahichhatra frequentano tali donne, ma non fanno nulla con loro che coinvolga la bocca. Gli abitanti di Saketa hanno con queste donne ogni tipo di rapporto orale, mentre gli abitanti di Nagara non sono usi a questa pratica, pur facendo ogni altra cosa.

Gli abitanti del paese di Shurasena, sulla riva meridionale della Jumna, fanno qualsiasi cosa senza esitazione, poiché affermano che, essendo le donne naturalmente impure, nessuno può essere certo riguardo alloro carattere, alla loro purezza, alla loro condotta, alle loro pratiche, alle loro confidenze e ai loro discorsi. Ma non si deve per questo evitarle, poiché i precetti religiosi, sul cui metro si giudica la purezza, stabiliscono che la mammella di una vacca è pura quando la si munge, benché la sua bocca, e con essa quella del vitello, siano considerate impure dagli Indù.

Ancora, un cane è puro se cattura un cervo, mentre il cibo toccato da un cane è considerato impuro. Un uccello è puro quando fa cadere un frutto da un albero beccandolo, benché cose intaccate da corvi o altri uccelli siano considerate estremamente impure. Così la bocca di una donna è pura per quel che riguarda il bacio e cose simili nel rapporto sessuale.

Vatsyayana, inoltre, è dell’opinione che, in tutto ciò che riguarda l’amore, si dovrebbe agire secondo i costumi locali e le personali inclinazioni. il rapporto orale A tale proposito vi sono dei versi che recitano:
« I servi di certi uomini eseguono il coito orale con i loro padroni. Ciò è anche praticato da alcuni cittadini che si conoscono bene tra di loro. Alcune donne dell’harem, quando sono amorosamente disposte, compiono gli atti orali sulla yoni l’una dell’altra e alcuni uomini fanno la stessa cosa con le donne. Le modalità dell’ atto si desumono dal modo di baciare la bocca. Quando un uomo e una donna giacciono in ordine opposto, con la testa dell’uno verso i piedi dell’altro, e si dedicano al coito orale, si parlerà di ‘congresso del corvo’ ».

Per il gusto di cose siffatte delle cortigiane lasciano uomini di valore e persone liberali e sagge e si attaccano a tipi rozzi come schiavi o conduttori di elefanti. L’Auparishtaka non dovrebbe essere mai compiuto da un bramino, da un ministro con compiti di Stato o da un uomo di buona reputazione perché, pur essendo la pratica permessa dai Shastras, non vi è motivo di dedicarvi, a parte casi particolari. Per esempio, in alcuni testi di medicina si fa menzione del sapore, della forza e della qualità digestiva della carne di cane, ma da ciò non consegue che debba essere un cibo del saggio.

Parimenti vi sono uomini, luoghi e tempi con cui e in cui è lecito fare uso di tali pratiche. Un uomo dovrà quindi avere riguardo al luogo, al momento e alla pratica cui dedicarsi, come pure se essa si accordi alla sua natura e alla sua persona. Ma, a conti fatti, poiché simili cose vengono fatte in segreto, ed essendo l’animo umano volubile, come si potrà sapere ciò che uno può fare in un momento particolare o per uno scopo peculiare?

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