Ago 272008
 

A casa da soli: perché gli uomini guardano i film porno e le donne anche.

Lei: Ona…che? Non ne ho proprio bisogno!
Lui: Quando stai seduto per un po’ sulla  mano sinistra, si addormenta. Proprio come una mano estranea. Da sballo, vero?

A leggere Nancy Friday si rimane sbigottiti. Per il variopinto mondo della realtà femminili. Ci sono gorilla e lesbiche, schiavi e squadre di calcio, estranei e il marito della sorella. Si capisce che quel mondo traboccante di sesso sfrenato non è senza violenza. No, sir.

Certo è qualcosa dragon ball porno con cui è facile fare i conti – fantasie appunto, tutte sotto il controlla della sognatrice, per niente trasferibili o desiderate nella realtà – eppure, nelle menti femminili certe fantasie continuano ad affiorare, fantasie che corrispondono a un ruolo odioso; la donna che si lava, si trucca e si cosparge di unguenti per piacere, che può essere amata solo brutalmente, senza alcuna dolcezza, preferibilmente con le botte perché non vada dal prossimo. Fantasie di sottomissione delle più terribili, proprio come nei clichè. O al contrario, ma altrettanto brutali, non « tipicamente » femminili, ma dominanti e attive. Come può eccitare tutto ciò? Può.

Far parte degli abissi dell’animo umano il fatto di eccitarci per cose che la ragione e il cuore ci vietano per centinaia di motivi facilmente comprensibili; di eccitarci nel momento in cui oltrepassiamo il confine immaginario e assaggiamo qualcosa che altrimenti non ci piacerebbe, non ci dovrebbe piacere. Il divieto lo rende gustoso.

Ed è proprio questo che preoccupa le donne. Non lo vogliamo. Niente ruoli,  niente violenza, niente clichè, almeno che nel mondo nel quale viviamo e moriamo. Ma nella sfera sessuale delle tenebrose fantasie il Volere è senza attuazione, senza pericolo. Ma ecco: la vergogna. Enorme! Superflua!

Talvolta non sono soltanto le immagini forti del sesso violento estremo ad accenderci di passione. È il gioco con gli abissi, è il desiderio segreto, di ciò che non dobbiamo, non possiamo, non dovremmo desiderare. E che invece desideriamo rubando quei dieci minuti.

E allora? Le donne si sentono spesso in colpa per aver provato delle sensazioni piacevoli. Non si concedono alcun piacere. Legano le fantasie alla loro identità, pongono se stesse al centro, e le considerano come parte di se stesse.

Cari uomini, pensate di poter immaginare (di conoscere neanche a parlarne) soltanto una minuscola parte di ciò che si svolge nell’universo sessuale della vostra compagna o della signora seduta accanto a voi in metropolitana? Non intendo vantare di nuovo l’onnipotenza femminile e l’onnipresenza della sessualità, ma finora si è scritto davvero troppo poco. Un paio di libri, un paio di accenni, è davvero niente.

Non conosco una sola donna che non si vergogni almeno di una delle sue eccitanti fantasie. Può trattarsi di tutto: dall’immagine relativamente innocua di essere stimolata con uno scialle di seta alla fantasia di fare l’amore con due uomini (meglio se di diversa nazionalità), fino alle attività sadomaso come i giochi « tra l’incudine e il martello » (prigioniera tra due elementi) o le umiliazioni verbali. Noi vediamo immagini. Sentiamo il brivido del piacere. Evochiamo sentimenti estranei.

Che cosa accade? fantasie femminili sul sesso orale L’opinione non è unanime; in questo modo trasferiamo le nostre debolezze o i nostri desideri sul piano sessuale? E chi garantisce che non ci siano conseguenze per la loro psiche? È più giusto classificare la violenza delle fantasie sessuali come distruttiva o si tratta piuttosto di verificare con riluttanza attraverso i propri sensi il rifiuto della violenza? Si dice che il pensiero sia libero, e così deve essere, i sogni erotici sono al di là della morale e seguono le leggi personali, infinitamente adattabili. E tuttavia noi donne abbiamo talvolta paura di noi stesse.

Non riveleremo mai tutto. Ma ci dispiace essere considerate quasi malate per qualcosa cha ha il suo posto soltanto nel mondo della fantasia. Se un uomo ci interroga sulle nostre fantasie, è bene che rifletta a lungo: vuole sentire davvero quella fantasia che potrebbe spaventarlo o in realtà vuole sapere qualcosa sui desideri che proviamo nella vita reale e che sono completamente diversi? In questo caso, ponete la domanda diversamente, uomini!

Un consiglio utile: quando siamo sole con noi stesse, e a volte quando ci siete anche voi, e ci abbandoniamo alle nostre fantasie, non siete sempre voi al centro.  Può trattarsi di sconosciuti, del vicino o di chiunque altro. Scusate. La monogamia mentale è lodevole, ma non da tutti praticabile. Non fate domande, non avremo bisogno di mentire.

Liberamente tratto da “Perché gli uomini vengono così in fretta e le donne fanno sempre finta”di Anne West

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 Posted by at 12:28

  One Response to “Fantasie selvagge. Un problema per le donne”

  1. Un bellissimo Post!!

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