Lug 142008
 

Decisamente sono gli uomini a pensare di più a quella cosa lì – secondo leggende e sondaggi, sembra che avvenga sette volte al giorno; io sostengo sette volte all’ora, perché anche i nanosecondi contano nel calcolo dei pensieri – ma le donne ne parlano più spesso.

Questo è quanto emerge da uno studio di due scienziate della Pennsylvania State University, presentato in occasione di un video pompini convegno della Society for Research on Adolescence di New Orleans: « Nel corso della nosra ricerca abbiamo constatato che le donne non soltanto parlano di più dell’argomento sesso rispetto agli uomini, ma nel farlo sono anche più a loro agio rispetto agli uomini.

I risultati lasciano supporre che uomini e donne, quando vivono una relazione, si rapportino al sesso partendo da esperienze comunicative differenti, sia in merito alla frequenza che allo stato d’animo », spiega Eva S. Lefkowitz, l’autrice principale della ricerca. « Questa disparità potrebbe spiegare alcune differenze e alcuni problemi che altri studiosi hanno riscontrato nella comunicazione all’interno della coppia. »

Logico. Chi ne parla di più è ovviamente più esperto. Mentre un uomo cerca affannosamente le parole per chiarire cosa desidera veramente per un migliore appagamento, una donna, nello stesso tempo, potrebbe dettargli un intero manuale di istruzioni. È vero, io suppongo che gli uomini non abbiano dentro di sé l’universo sconfinato che hanno le donne, ogni giorno diverse da se stesse.

Che la donna, d’altro canto, non riveli apertamente le sue preferenze, fa parte dei principi più importanti e più contorti delle relazioni del nostro tempo. Per quale motivo poi, dal momento che le complica tutto? Le donne, insomma, parlano volentieri tra loro e lo fanno ben addestrate su tutte le faccende di sesso; ma quando si tratta di dubbi, non spiccicano una parola e sembrano la bella addormentata nel bosco.

Eva Lefkowitz tanti video con fighe troie e Heather Petterson hanno chiesto a 124 studentesse e 81 studenti in età compresa tra i 18 e i 25 anni con quanta frequenza parlassero con l’amico/amica del cuore di sesso o di questioni affini. In un questionario, dove erano indicati diversi temi relativi al sesso, gli studenti potevano indicare la frequenza dei discorsi sul relativo tema con un punteggio da 1 a 4 (da « mai » a « ripetutamente »). I risultati hanno rivelato che le donne parlano più spesso degli uomini di tutti i temi indicati, tranne che della masturbazione.

In questo caso sono gli uomini ad aprirsi di più. I cosiddetti « sega-party » sono roba da uomini. O per caso avete visto un gruppo di ragazze nude masturbarsi insieme? Neanch’io. Conclusione: le donne dovrebbero parlare di più con i partner dell’aspetto sessuale della loro relazione.

Liberamente tratto da “Perché gli uomini vengono cosi in fretta e le donne fanno sempre finta” di Anne West

Altre risorse: incontri di sesso.

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 Posted by at 11:53

  7 Responses to “Gli uomini pensano di più al sesso, le donne ne parlano più spesso”

  1. […] proporzione ci pensano più gli uomini, per diana! Gli uomini pensano di più al sesso, le donne ne parlano più spesso | su Sesso-estremo.webgraffiti…. Poi c’è lo studio dell’università di Leeds che afferma che gli uomini pensino al sesso almeno […]

  2. […] inviato da kikaya. in proporzione ci pensano più gli uomini, per diana! Gli uomini pensano di più al sesso, le donne ne parlano più spesso | su Sesso-estremo.webgraffiti…. Poi c’è lo studio dell’università di Leeds che afferma che gli uomini pensino al sesso almeno […]

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  4. Occorre stare attenti, l’Italia per sesso non è l’America. In Italia c’è la chiesa e c’è stato un movimento femminista molto forte. In America le donne prendono le iniziative e questo da l’idea di come i giochi vengono condotti in modo diverso. Già le donne olandesi sono esattamente l’opposto delle italiane. In Italia c’è un problema culturale con il sesso. E la non comunicazione è uno degli elementi alla base. Se l’uomo ne parlasse di più con la donna ed in modo naturale (non da arrapato) e la donna smettesse di “tirarsela” cioè di fare leva su quello che l’uomo vuole per ottenere dall’uomo quello che lei vuole, tutto il paese ne benificerebbe. graziel

  5. @Leonardo – Le tue osservazioni sono condivisibili.

  6. Quoto Leonardo M.
    E’ purtroppo molto diffusa l’usanza di molte donne di alzare una barriera fra sè e gli uomini e, talvolta, il sesso è un’arma di ricatto per tenere il proprio maschio al guinzaglio o per ottenere cose che altrimenti non riuscirebbe ad ottenere.
    E’ un fatto conclamato che la donna abbia la forza (anche fisica) di controllare i propri stimoli, soprattutto se collega il proprio stato di eccitamento a situazioni di coppia che esulano dal contesto sessuale.
    Di conseguenza alcune donne attuano comportamenti che spesso sono al limite dell’infantilità.
    Mi fai arrabbiare perchè non hai accompagnato il bambino in palestra? Dieci giorni di astinenza.
    Non ti sei accorto del mio nuovo taglio di capelli? Niente bacino della buonanotte per almeno una settimana.
    E così via… vabbè ho esagerato, ma era per spiegare il concetto.
    La religione ha un peso notevole nell’approccio al sesso.
    In alcuni culti di matrice massonico-estremista, come quello dei Testimoni di Geova (giusto per non citare sempre quello cattolico), la formazione sessuale dei giovani, come tante altre cose, è affidata all’applicazione di leggi (libri e pubblicazioni) estremamente rigide, come ad esempio il fatto di imporre ai fidanzati la presenza costante di una terza persona agli appuntamenti, un controllore che vigili costantemente la “corretta applicazione delle leggi di Geova”, cioè non baciarsi, non toccarsi, non parlare in modo sconveniente, non fornicare, eccetera…
    E’ chiaro che per chi ha la sfortuna di essere cresciuto in questi ambienti o ha genitori TDG, è impossibile una sana maturazione psico-sessuale.
    Ciò che è importante è fare in modo che i nostri figli abbiano una serie di messaggi corretti, equilibrati. E’ giusto che coltivino la fede, ma senza nevrosi. E’ giusto che guardino qualche volta i porno (lo faranno prima o poi), ma con la consapevolezza di sapere che i contenuti di questi prodotti non sono la rappresentazione della realtà.
    Equilibrio in tutto.

  7. @Vittorio P. – Grazie per le tue acute riflessioni.

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