Mar 292010
 

Affidarsi a qualcuno è una capacità che nell’epoca dell’individualismo è andata in crisi. Le nostre nonne ubbidivano all’uomo, si sottomettevano al suo potere patriarcale, ma dentro covavano il rancore e si vendicavano manipolandolo dove potevano.

La rappresaglia più efficace di una donna è sempre stata quella di negare all’uomo il sesso o di farlo dipendere da certe condizioni, con la tragica conseguenza di negarlo anche a se stessa.

Obbedire non è affidarsi. donne nude abbandonate Affidarsi è un atto che faccio per scelta, non per impotenza. Nella generazione successiva, le femministe si opponevano facendo il contrario di tutto.

Ma questo è un passare dalla dipendenza alla controdipedenza, perché se devo per forza fare il contrario di qualcuno, agisco sempre in reazione a lui.

Il prossimo passo da fare sarà dunque quello di sentirsi libere all’interno del rapporto, non dipendenti, né indipendenti, ma interdipendenti. E lo stesso vale per l’uomo.

Se provi questa condizione almeno una volta, non vorrai mai più perderla, perché offre un senso di libertà incredibile, un immenso piacere della connessione. Questo sentirti libera all’interno del rapporto di coppia e sessuale esce infatti dal vecchio dilemma di «o con lui, ma dipendente, o libera, ma sola» e crea una nuova base per coniugare sesso e amore.

Fare questo passo è il grande compito delle generazioni attuali. A letto affidarsi non significa quindi né fare il pesce lesso, che sopporta qualsiasi cosa, né tenere continuamente le redini in mano.

È un equilibrio delicato tra aprirsi ai propri impulsi sessuali e a quelli del partner, è una danza armonica, dove uno conduce il passo mentre l’altro lo segue. E ci si può scambiare di ruolo. Allora chi finora ha condotto il ritmo si permette di accordarsi all’altro, mentre chi prima seguiva ora determina l’andatura.

Nell’esempio concreto della donna che viene stimolata al punto sacro, affidarsi significa aprirsi completamente alle proprie esperienze. Il punto G è il fulcro della ricettività, perciò è meglio se lei si cala dentro se stessa e lascia fare al compagno.

Se come donna provi a essere ricettiva e simultaneamente cerchi di dirigere gli eventi, diventa molto difficile. Ti contraddici in te stessa, e il risultato può essere soltanto un disastro. Che non dipende dal tuo partner, ma da te.

Quando fate sesso  e lui ti sfrega il punto G, lascia che sia lui a dare il ritmo. Tu puoi assecondarlo con piccoli movimenti, con diverse inclinazioni del bacino, con un respiro aperto e profondo per metterti a tuo agio.

In questo modo ai suoi colpi puoi aggiungere il tuo stile e quei raffinati ornamenti che trasformano il vostro amplesso in un’opera d’arte.

Appoggiarsi alle spalle dell’uomo, in termini reali come in senso metaforico, è particolarmente indicato nei momenti in cui non sai che cosa vuoi o che cosa ti farebbe bene. Se in questi momenti appoggi la tua testa veramente alle sue spalle non gli pesi, anzi, il tuo rilassarti creerà delle onde che a lui daranno forza, rendendolo più presente, più centrato in se stesso.

Ciò non significa che rimarrai sempre incollata a lui, ma che per un certo periodo ti riposerai alla sua presenza, che ti abbandonerai al non-sapere e aspetterai che la tua nuova certezza emerga dal profondo.

Questa non è una sconfitta, non è una resa, come comunemente viene interpretata. nuova consapevolezza del sesso e dell'amore L’equivoco nasce dalla convinzione che il sapere sia preferibile al non-sapere. Ma questa è la versione limitata di chi non si è mai avventurato nell’ignoto.

Visto in un quadro più vasto, il sapere conduce alle piccole soluzioni, quelle che vanno bene per tutti i giorni. Dal non-sapere invece nascono le grandi soluzioni, quelle che cambiano la vita.

Tutte le scoperte storiche, le grandi invenzioni sono nate da un momento di non-sapere, dal passo coraggioso di qualcuno che si è abbandonato al nuovo. E il nuovo appartiene sempre al regno del non-sapere.

Come hai letto dalle molte testimonianze precedenti, come lo hai vissuto in proprio se hai fatto il massaggio, il punto G ti porta direttamente al confine del sapere.

E se a quel punto ti abbandonerai, ti porterà nella zona del non-sapere, dove la conoscenza che avevi di te sarà sottosopra, sconvolta, annullata. E avendo abbandonato la zavorra delle false certezze, dei pregiudizi e degli sterili stereotipi, potrai aprirti al nuovo, al profondo, ad una nuova consapevolezza del sesso e dall’amore. Questo è abbandonarsi!

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra.

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