Lug 292008
 

A questo punto dobbiamo distinguere tra dolore fisico e dolore energetico: il primo è la sofferenza che deriva da una pressione troppo forte, troppo veloce eccetera. Il secondo è una reazione difensiva all’intensità di piacere che la donna riceve.

sesso sfrenato

Durante questo massaggio l’energia sessuale si libera e aumenta gradatamente. Una volta superato il livello massimo al quale siano abituate, pur percependo piacere ne siano anche stressate, non ci sentiamo più sicure, ci irritiamo, perdiamo il nostro centro e la presenza. Il corpo si sente gonfio di energia, stracolmo di piacere, non riesce più a contenere questa carica. Le reazioni tipiche in questo momento sono:

  • Arrivare all’orgasmo ordinario, ben conosciuto, per scaricare l’alta tensione.
  • Scivolare nelle carezze, nelle dolcezze, nelle tenerezze per evitare il sesso puro, troppo piacevole.
  • Diventare impazienti, nervose e pretendere che si risolva tutto subito.
  • Proiettarsi drammi e film interiori per cercare uno sfogo dell’energia attraverso emozioni più conosciute e meno preoccupanti.
  • Cercare rifugio nei pensieri, come abbiamo visto prima, per trascurare l’energia corporea

Come un fiume in piena porta con sé i detriti e li deposita lungo le rive, così l’energia sessuale che ha varcato gli argini dell’abitudine fa emergere le varie ferite della sessualità femminile subite durante la vita, come per esempio;

  • Un aborto traumatico
  • Un parto difficile
  • Molestie sessuali e stupri
  • Piacere simulato e orgasmi finti
  • Il rimpianto di non essersi mai lasciata andare
  • Una forza furiosa e primordiale resa un tabù dalla società.

Per molte di queste ferite scopate selvagge e traumi la stimolazione del punto G può diventare una vera guarigione, un momento in cui la donna può riportare alla luce della coscienza l’evento traumatico rimosso e trovarne la soluzione. Durante l’esperienza del massaggio si può rivivere in un contesto sicuro le varie emozioni legate al trauma, si può piangere per esse senza cadere nell’autocommiserazione, si può completare un quadro sconnesso, comprendere l’accaduto da regista anziché da vittima, modificare la memoria immagazzinata nel corpo attraverso la presenza benevola del compagno, con un orientamento verso il piacere.

Questo riguarda non solo chi ha subito particolari traumi, ma la gran parte delle donne (quasi l’80 per cento), comprese coloro che vivono una sessualità felice, che hanno spesso orgasmi e mantengono un buon rapporto con il proprio corpo.

Liberamente tratto da “Il punto G” Di Elmar e Michaela Zadra

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 Posted by at 19:08

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