Lug 302008
 

Gaia
Sentendo le altre donne piangere, ho percepito ad un tratto quanto dolore contenevo anche dentro di me, un dolore che mi risuonava nel petto e mi bloccava il respiro. In alcuni momenti, per difesa, me la sono presa anche con mio marito, come una vera rompiscatole. Gli sono grata perché mi ha permesso di sentirmi anche così.
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Sabrina
Ho provato una grande pace dall’inizio alla fine.

Romina
A un certo punto, durante il massaggio, sono scoppiata a piangere, e ho capito che le mie emozioni bloccano il piacere creando una contrazione nel corpo. Per la precisione, non era l’emozione stessa del pianto a crearmi il blocco, ma il mio modo vergognoso di viverla. Mi sono sempre considerata una donna forte, che riesce a sopportare stoicamente le difficoltà, ma ieri la permanenza prolungata del dito nella mia vagina mi ha scatenato una crisi che, sebbene cercassi di soffocarla, alla fine mi ha sciolta tutta. Oggi sono contenta di essermi lasciata andare. Erano anni che non piangevo così.

Debora
Ho avuto delle sensazioni strane a seconda di come mio marito muoveva le dita nella mia farfalla. Ogni volta che lo spostava, velocemente e con leggerezza, cambiavano i miei sentimenti, e questo mi ha fatto riflettere. Dopo un iniziale benessere sono passata dall’allegria alla tristezza e a un senso di completa disperazione. Eppure l’esperienza era tollerabile, e presto ha iniziato a giocare con il respiro, a modificarlo, ad ampliarlo ed a osservare  come i miei sentimenti mutassero in relazione al modo in cui respiravo.

Il punto G , a modo suo, è veramente magico: una volta ci può portare nel sesso estremo puro senza alcun sentimento, un’altra volta ci può condurre in un mare di emozioni multicolori. Per esempio può far affiorare una lieve tristezza, ma potrebbe anche far scorrere le lacrime come un fiume in piena. Quando sentiamo gioia, liberazione, tenerezza o rabbia non è importante quale sentimento incontriamo, ma che il blocco emotivo si sciolga. Quello che conta in questi momenti è entrarci pienamente, cogliere anche le emozioni più sottili e sfumate, dar loro la possibilità di esprimersi, farle arrivare al loro apice e lasciarle poi svanire di nuovo.

Spesso ci sembra che le emozioni scaturiscano dal nulla, perché non conosciamo la capacità del nostro fisico di memorizzarle nei propri tessuti, e soltanto dopo averle vissute intensamente ci accorgiamo di loro, quando ci lasciano un senso di liberazione, di leggerezza energetica, perché il corpo si è sbarazzato di un altro fardello.

Molti sentimenti sono imprevedibili. Fighe rotte sborrate Non è detto che se durante il primo massaggio si provano gioia e allegria, le si riviva anche la seconda volta; anzi, si potrebbe cadere in un mare di tristezza. E addirittura nella stessa sessione, come succede spesso, una donna potrebbe vivere tre o quattro dei sentimenti sopra elencati o altri che solo lei conosce. Potrebbe sperimentare tranquillità, liberazione, fiducia, tenerezza, ma anche emozioni che di solito nessuno và a cercare, come rabbia, disperazione e paura.

Inoltre, quando tali sentimenti sopraggiungono tutti insieme, il loro ritmo non è più il fluire di un’emozione nell’altra, ma diventa un crescendo continuo che sfocia in un vero e proprio caos emozionale, un cocktail di paura e piacere. Si tratta di un  esperienza che ci lascia un po’ insicuri, perché non c’è più nessuna emozione particolare alla quale possiamo aggrapparci per dire «io sono felice» oppure «io sono arrabbiata», ma con un po’ di curiosità possiamo cavalcare queste onde tumultuose per vivere, anche nell’incontrollabile, la liberazione. Nel cambiamento continuo possiamo infatti trovare sempre un polo sicuro dal sapore delizioso.

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra

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 Posted by at 12:27

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