Lug 312008
 

Cosa ti può aiutare in questo viaggio nel panorama sentimentale, quale bussola ti può guidare attraverso l’alternarsi dei vari stati d’animo?

Foto sesso punto G

  1. Vivi le singole emozioni come affiorano nel tuo corpo, così come sono veramente, senza ingrandirle ne diminuirle, senza pensare: Oh, questa è importante, mi ci devo concentrare di più, oppure: Questa è soltanto marginale, non mi ci voglio soffermare.
  2. Non collegare i sentimenti a quello che fa l’uomo. Può darsi che lui ti accarezzi amorevolmente e a te venga da piangere o ti arrabbi, come potrebbe succedere che lui ti tocchi con pressioni forti e tu ti rilassi gioiosamente senza problemi.
  3. Non ti meravigliare se per lunghi momenti non provi nulla, né piacere, né dolore, niente di niente, il totale deserto emozionale, nessuna traccia all’orizzonte. Concediti questi momenti anche se non li trovi esaltanti, specialmente se sei una persona sempre alla ricerca di emozioni forti.
  4. Se ne senti il bisogno, fatti eccitare. Alcune donne, infatti, non trovano piacevole la stimolazione del punto G finché non sono un po’ eccitate. In quel caso, prega il tuo partner di accarezzarti per un breve periodo in maniera erotica prima di toccarti nel punto G. Oppure guardare insieme al tuo partner un dvdporno … e perché no? se questo genere ti eccita. Mai lasciarsi condizionare dai luoghi comuni o dal falso perbenismo, tanto dominante quanto ipocrita.
  5. Non fissarti. Quando ti trovi in momenti estremamente piacevoli, ricordati che anche loro passeranno, perciò non cercare di trattenerli o di fermarli solo perché sono i tuoi sentimenti preferiti. Ne risulterebbe una perdita improvvisa, con una sofferenza successiva ancora maggiore.
  6. Apriti di nuovo. Quando, dopo un sentimento ben delineato e conosciuto, emerge uno stato più diffuso, inafferrabile, meno conosciuto, permettiti di seguire con piena coscienza anche questo.

Come uomo, mentre la tua compagna sta facendo il suo viaggio attraverso tanti paesaggi unici, così intensi ed estremi da lasciarti spesso a bocca aperta, se non addirittura spaventato o preoccupato, che cosa puoi fare per essere un buon accompagnatore?

  1. Sii presente corporeamente, usa le parole soltanto quando è necessario. Servono molto meno di quello che pensi. Non consolarla, non fare da terapeuta, e soprattutto non prendere le sue emozioni come se fossero rivolte a te personalmente.
  2. Concentrati nel tuo respiro! Accompagnare una donna in questi territori interiori è un’occasione per imparare a meditare, a essere imparziale, a osservare senza prendere posizione.
  3. Non farti venire sensi di colpa, se vedi la donna piangere o stare male. I suoi sentimenti non centrano nulla con te, non hai sbagliato nulla. Tanta emotività da parte sua è normale, anzi, può essere un regalo insolito della donna ammettere sensazioni estreme in tua presenza. Prendile, respirale, lasciati inondare dalle tue emozioni senza perdere il contatto con il tuo polo maschile e neanche con la continuità del massaggio che le stai dando. A molti uomini in questi momenti viene qualche dubbio e si chiedono se stanno procedendo bene. Sì, lo stanno facendo bene, e il fatto che la donna entri in diverse emozioni né è proprio la prova.
  4. Prendi in considerazione l’idea di sperimentare l’equivalente maschile. Se come uomo ti meravigli di tutte queste Pompinare reazioni e pensi che siano dovute a un atteggiamento tipicamente femminile, connotato dalla paura verso il sesso e dalla difficoltà ad aprirsi nel proprio chakra, ti consigliamo di fare il massaggio al punto P (come descritto in Tantra – La via dell’estasi sessuali – [Il punto P è l’equivalente maschile del punto G femminile]). Vivendo in prima persona fenomeni simili, ti diventerà più facile comprendere che cosa significa aprirsi all’aspetto ricettivo del sesso. Forse scoprirai una dimensione erotica che non avresti mai sognato. Il massaggio al punto P è anche un ottimo metodo per immergersi nel proprio femminile, nella propria donna interiore, con anima e pelle, e così conoscere quel mare di sensazioni ed emozioni stravolgenti che possono inondare tutto l’essere della compagna.

Talvolta questo massaggio porta a galla delle tematiche tra uomo e donna che sono diventate veri e propri problemi di coppia come: sentirsi abbandonati dal partner, sentirsi sopraffatti dall’altro, soffrire per vecchie ferite subite, nutrire rancori verso il partner, covare conflitti latenti che si scatenano per una sciocchezza.

Tornando al punto P non sarebbe interessante, per un uomo, scoprire la possibilità di provare orgasmi multipli?

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra

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 Posted by at 15:36

  3 Responses to “Il punto G: sentimenti in ombra (Parte 4a)”

  1. molto interessante ogni uno di noi crede di sapere gia tutto ma invece se ti ferfmi aleggere te ne accorgi che non è cosi.

  2. @pasquale: è esattamente come dici.

    Quando pensiamo al sesso e alla sessualità crediamo di aver compreso tutto, ma in realtà quello che conosciamo è solo la punta dell’iceberg.

  3. A differenza ormai del conosciuto super punto G il più delle volte infatti è “quasi” sempre trovato da chi cerca.. o da sole è trovato, il punto G femminile è sempre stato lì ovvero all’interno della buceta (guersa, sgnacchera, ciabatta, vagina..) basta un semplice “massage sfiorando il punto G ” che subito si può scatenare un orgasmo o più orgasmi con tanto di rilascio di liquidi che non è pipì chiamato ” squirting”, lo sconosciuto è semmai il punto G mascolino.. che belin si trova nascosto per benino in altri interni oscuri.. che viene anche chiamato punto P per via della prostata, e non tutti i maschi ne conoscono la posizione esatta e ne sanno della sua esistenza, ma le ricercatrici comunque non mancano..in oriente è sempre stata un arte antica di massaggio prostatico che vale anche per il punto G pertanto GP è da gran premio se toccati e massaggiati regalano intense emozioni 🙂 Su internet come qui vi sono ampie fotografie e persino filmati di dove si trovano esattamente i due punti. Vera seduzione sapere.. in pratica come fare. La teoria qui non conta nulla 🙂
    Morando

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