Ott 082008
 

Quando nelle fiabe compare una torre, in genere simboleggia il centro dell’io, oppure la personalità di un particolare individuo. È un simbolo scelto con cura: la vostra personalità non è una caverna primitiva, né una capanna cadente o un superbo palazzo, bensì un edificio verticale dalla struttura definita e ben visibile.

Nel nostro paesaggio, inoltre, belle donne porche la torre non si trova in un luogo abitato, ma piuttosto in posizione isolata. Tutto questo indica che, come persone adulte, voi dovreste poter essere del tutto indipendenti e bastare a voi stessi. Quando diventiamo adulti non facciamo altro che costruirci una torre tutta per noi. Questa non dovrebbe essere collocata troppo vicina a quella dei genitori né appoggiarvisi. Spesso non è facile e farlo richiede coraggio, forza e determinazione. Una torre può anche inclinarsi e crollare, se è  costruita senza perizia o se è troppo alta. Ma soprattutto: persino la torre più bella non è un’autentica memoria, anche se dà sicurezza e riparo.

Alla metafora della torre sembra essere legato anche il fatto che il suo occupante guarda fuori dalla finestra e anela a un’altra dimora. Chi, al contrario, vuole restare per tutta la vita un abitante solitario della torre, forse è una personalità originale o persino geniale, ma per quanto riguarda il paese dell’amore fa parte piuttosto di quanti non si avventurano molto lontano.

Da un punto di vista psicologico, la torre solida è anche un simbolo di una personalità ben sviluppata. Rappresenta il cuore della vostra persona, attorno al quale ruota tutto il vostro vissuto spirituale. Se avete accesso a questo centro, sperimentate dentro di voi un polo di calma: vi sentite sicuri di voi e sapete chi siete. Siate felici della vostra torre! È entusiasmante esplorare la propria torre e scoprire che cosa nasconde al suo interno. È molto importante farlo, soprattutto se volete unirvi in maniera stabile a un’altra persona. Il motivo è semplice: anche quest’altra persona possiede una torre tutta sua e sperimenta processi analoghi ai vostri.

Liberamente tratto da “Semplifica l’amore: perché i rapporti di coppia non devono necessariamente essere complicati” di Marion e Werner Tiki Küstenmacher

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