Lug 172008
 

Attribuito al saggio Vatsyayana Mallanaga e fatto risalire al IV secolo d.C., il Kamasutra è, se non il più antico, il più famoso dei testi di tecnica erotica indiani.

Alla ricerca di parallelismi culturali, lo si è dovuto affiancare agli antecedenti manuali erotici cinesi, in particolare ai Principi del sesso del troie maestro Jung-ch’eng, e all’Ars amatoroia di Ovidio. In effetti con la letteratura taoista sul sesso ha in comune lo sconcertante approccio freddo, “clinico”, nel classificare le tecniche; con Ovidio l’abolizione di ogni venatura sentimentale, ai limiti del cinismo, nel proporre il corteggiamento come vera e propria arte. Ma in realtà, assai più che l’Ars amatoroia del latino Ovidio il Kamasutra si è imposto nell’immaginario collettivo dell’Occidente come il testo che propone modelli di condotta sessuale maturati in un esotico, fantastico e indeterminato Oriente. E ancora oggi rimane una delle opere sfogliate e citate più di quanto non siano effettivamente lette e comprese nella loro vera natura. Al di qua di qualunque parallelismo, il Kamasutra è infatti un testo profondamente legato al suo mondo culturale di appartenenza – l’India dell’epoca gupta, una dinastia sotto la quale il paese conobbe un’eccezionale fioritura artistica, letteraria e religiosa – e uno dei pochi e preziosi documenti sulla società del tempo, con i suoi usi e costumi.

Dell’autore si sa ben poco, Vatayayana  Mallanaga giunse pare a Benares, la città santa sulle rive del Gange, nell’ultimo periodo della sua vita per lasciarvi le spoglie, nel rispetto delle sacre scritture dell’Induismo. E nella città  consacrata al dio Shiva compose il Kamasutra o, più probabilmente, compilò il testo in sanscrito assemblando in forma organica e commentata varie opere di erotologia composte negli anni precedenti.

Sutra significa “aforisma”, e quella aforistica rappresentava la forma più agevole per conservare intatto un tipo di conoscenza che attingeva probabilmente anche dalla tradizione orale. L’autore seguì quasi certamente uno scopo religioso. L’amore , il piacere dei sensi (Kama) è un’arte da apprendere, ma anche un principio fondante  del codice etico su cui si basava – e si basa ancora oggi – la società indiana. Nella visione del mondo fondata sul karma (concetto secondo il quale è la conseguenza delle azioni umane a determinare la successiva incarnazione nel ciclo delle rinascite), il principio del Kama va ricondotto a quel sistema di valori che l’individuo è tenuto a rispettare per chiudere positivamente i conti con lo stadio presente della sua reincarnazione, i Purusarthas. Essi si articolano in dharma (esperienza etico-religiosa), artha (attività economica e politica) e appunto kama (attività dei sensi), denominati nel loro insieme Trivarga. Nel pensiero indù tali principi devono convivere e integrarsi armoniosamente, e proprio l’armonia del trivarga concede all’individuo di aspirare e raggiungere lo scopo finale dell’esistenza: il Mohama, la liberazione dell’anima dal ciclo delle reincarnazioni.

I Kamasutra si ragazze scopate propone quindi come manuale per la corretta esercitazione del kama. Contrariamente all’accezione di amore in uso nel mondo occidentale, il concetto di kama abbraccia l’intera attività dei sensi; il desiderio sessuale, il piacere, l’amore, il congiungimento fisico, la lussuria e così via. L’opera si rivolge al nagarika, cittadino modello della società indù, alla moglie di questi e alle cortigiane, entrambe dette navika. È opportuno ricordare che il matrimonio viene considerato, nella cultura indù, dovere sacro e unico ambito in cui sia lecito celebrare l’amore. Il testo si diffonde quindi sulle condizioni che rendono possibile a un uomo e a una donna unirsi in matrimonio. Vengono analizzate la formazione culturale, la classe sociale, lo stile di vita, il modo di abbigliarsi dei potenziali sposi, nonché le varie modalità d’approccio e la condotta da assumere durante l’unione sessuale che tanta fama ha recato all’opera. L’immagine complessiva dell’amore che si ricava dal Kamasutra – pur sfaccettata nelle quattro modalità del rapporto carnale, del gioco dei sensi, dell’attrazione reciproca spontanea e possessiva, del trasporto di fronte alla bellezza dell’altro – non si sovrappone comunque a quella che ne ha coltivato l’Occidente, ancora tutto sommato alle prese con l’antitesi irrisolta di corpo-spirito.

Liberamente tratto da “Kamasutra” a cura di Michele Lauro – Introduzione di Bettina Della Casa

Altre risorse: incontri di sesso.

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