Set 122010
 

“Negli anni della maturità,” scrisse Darwin, “quando ci appare alla vista un oggetto che presenta qualche somiglianza con il petto femminile … avvertiamo una calda sensazione di piacere pervaderci tutti i sensi. Se l’oggetto della nostra visione non è troppo grosso proviamo la tentazione di prenderlo tra le labbra come abbiamo fatto con il seno materno durante la prima infanzia.”

Alfred Perlès così salutò una signora dell’alta società che gli sedeva accanto a cena: scopate il seno delle donne “Niente male, niente male … li tiri fuori che diamo un’occhiatina!”

Il seno rappresenta il secondo bersaglio sessuale naturale, anche se spesso è quello che si raggiunge per primo.

La sensibilità, tanto nell’uomo quanto nella donna, varia enormemente: le dimensioni non contano, proprio come per gli altri organi sessuali.

In alcuni casi i seni non sono affatto sensibili, anche se la proprietaria non è per nulla frigida; in altri si eccitano se appena li si tocca, in altri ancora solo se trattati con una certa durezza (sono però organi molto sensibili: non permettete che l’aggressività nei loro confronti, rimastavi dallo svezzamento, abbia la meglio sul buonsenso).

Quando facciamo sesso l’approccio migliore consiste nel descrivere piccoli circoli intorno al capezzolo con la punta della lingua o con il glande, di palpeggiarli delicatamente con entrambe le mani, di mordicchiarli e succhiarli teneramente come fanno i lattanti.

La donna può adottare la stessa tecnica sui capezzoli maschili; tuttavia i capezzoli, nell’uomo, si irritano facilmente.

Se la donna ha seni sufficientemente grossi, avvicinandoli è possibile praticare il coito intermammario, con sorprendente reciproca soddisfazione. Questo è un ottimo espediente quando la donna è “indisposta” e non se la sente di fare sesso con tanto di penetrazione vaginale.

La donna deve stare semidistesa sui cuscini, l’uomo si inginocchia a cavalcioni su di lei (magari toccandole la clitoride con l’alluce, se pensa che abbia bisogno di ulteriori stimolazioni) con la pelle del glande completamente ritratta.

L’uomo o la donna, indifferentemente, possono premere le mammelle l’una contro l’altra, stringendo l’asta del pene: è meglio che strofinare il glande, che invece dovrebbe emergere, vicino al mento.

Un orgasmo ottenuto in questa posizione, se la donna riesce ad averlo, è soddisfacente proprio come quello di un coito vero e proprio e pervade tutto il corpo.  L’orgasmo al seno, ottenuto con la lingua o le carezze è una specie di “via di mezzo”.

Dopo l’eiaculazione, spargete bene lo sperma nell’incavo tra i seni. I seni, la vagina e la clitoride, in alcune donne almeno, formano un sistema sensibilissimo in cui si concentrano tutte le sensazioni, una volta iniziato il coito.

Pochi sono gli uomini che arrivano all’orgasmo attraverso la stimolazione dei capezzoli, anche se vale la pena di provare con un paio di piume non troppo morbide.

Molte donne affettivamente soddisfatte o con reazioni sessuali pronte provano un piacere particolare nell’allattare un bambino.

Dicono le donne: “Gli uomini capiscono ancora molto poco del seno, oppure hanno troppa fretta di scendere più in basso: a differenza dei capezzoli maschili, quelli femminili comunicano direttamente con la clitoride. L’uomo che conosce bene questo fatto, e fa le cose con calma, può ottenere il massimo del godimento.
Con carezze del palmo della mano, con le ciglia, succhiando con forza, come fanno i lattanti, si ottengono meraviglie; gli orgasmi provocati in questo modo sono sconvolgenti, e non tolgono nulla all’intensità del successivo rapporto sessuale. Ricordatevi, niente fretta”.

Egualmente buone sono le altre posizioni: testa-coda, oppure con la donna sopra (specialmente se ha il seno piccolo), o anche con l’uomo seduto e la donna inginocchiata. Provatele la prossima volta che farete del sesso!

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

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