Set 212008
 

Il culto della dea madre è molto antico e riveste un ruolo importante nella genesi storica della religione e della filosofia induista.

Essa è venerata fin dal periodo pre-ario come divinità legata alla fertilità e alla terra, oppure come ancella e amorosa danzatrice. sborra manga hentay La stessa India è considerata come il corpo di Devi, le cui forme corrispondono ai vari elementi del paesaggio. In epoca vedica la principale divinità femminile era Aditi, spesso identificata come una vacca. Aditi incarnava il principio astratto della creazione primordiale, da cui prendono forma le divinità che simboleggiano i principali elementi della natura.

Nell’induismo classico, alla divinità femminile si indirizzano le pratiche delle correnti devozionali legate allo Shaktismo, che riconoscono in Parvati la personificazione della Shakti di Shiva, ovvero colei che rende efficaci gli attributi divini, altrimenti statici. Nello Shiva Purana si racconta che Brahma, impegnato nell’opera di creazione del mondo, fu costretto a propiziarsi il dio Shiva perché gli esseri che aveva prodotto non si moltiplicavano.

Shiva allora si videoporno erotismo asiatico manifestò in forma androgina, metà maschile e metà femminile. Allorché le due metà si divisero nelle personificazioni di Shiva e Parvati, Brahma chiese alla dea di pervadere il creato con la sua natura femminea, capace di risvegliare il principio maschile della creazione rendendolo fecondo. La dea appare dunque lo strumento essenziale per conciliare il carattere di trascendenza dell’essere divino con le sue funzioni immanenti e terrene.

Mentre il culto shivaita si prefigge in ultima analisi il distacco dal mondo materiale, quello di shakti sembra attribuire più importanza alle realizzazioni umane, utilizzando l’erotismo stesso come strumento di perfezionamento dell’essere umano e, specie nel Tantrismo, come mezzo rituale per il risveglio dei suoi poteri magici latenti.

Nelle tradizioni indiane la funzione creativa della dea è associata alla figura femminile e a tutto ciò che vi è  di sacro nella natura. I prodotti della terra e l’intera vita vegetativa non sono che uno specchio del suo fecondo potere.

Soggetto prediletto delle rappresentazioni artistiche, la figura femminile – archetipo primordiale dell’umanità – incarna in India il mistero stesso della vita in tutte le sue forme e attraverso le sue peculiari esperienze di tipo fisiologico (mestruazione, deflorazione, concepimento, gravidanza, parto e allattamento) è responsabile della misteriosa periodicità degli eventi, connessa alle fasi della luna, ai cicli dei mesi, delle stagioni, degli anni e ai ritmi stessi della natura.

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