Dic 012008
 

Ricordo bene la mia priva volta. Dopo avere discusso insieme, io e la mia ragazza decidemmo di andare fino in fondo.

Riuscivo a malapena a trattenermi, finalmente la mia prima scopata, a lungo sognata, stava per diventare realtà! scopare di corsa Subito, guidato dall’istinto, cominciai a bruciare le tappe come se avessi dovuto a tutti i costi vincere una gara. Lanciato verso la meta, alla boa dei cento metri la baciai. Raggiunti i duecento la palpai. Ai trecento la penetrai e il traguardo dei quattrocento segnò la vittoria con un bell’orgasmo.

Prima però che arrivassi a destinazione mi accorsi che lei stava seguendo tutt’altra tattica. Infatti non si era precipitata sulla mia zona erogena per eccellenza; al contrario, sembrava quasi che facesse apposta a mancare il bersaglio. Mi faceva scorrere lentamente le mani su e giù per il corpo, lungo le cosce e poi su fino al torace. Mi toccava dappertutto tranne dove volevo essere toccato. Poiché avevamo deciso di andare fino in fondo, le presi la mano e me la misi tra le gambe, dicendo: «Qui!»

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

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 Posted by at 13:09

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