Set 192008
 

Il nostro amato non è confrontabile con nessun altro. «L’altro che io amo e che mi affascina» scrive Roland Barthes la felicità dei cazzoni unici «è atopos. Io non posso classificarlo, poiché egli è precisamente l’Unico, l’Immagine irripetibile che corrisponde miracolosamente alla specificità del mio desiderio. È la figura della mia verità: esso non può essere fissato in alcuno stereotipo.» Egli è l’unico, assolutamente l’unico essere vivente che io possa amare. Chiunque altro incontri, non può rimpiazzarlo, non troverò mai nessuno come lui, meglio di lui. Se lui mi ama, mi meraviglio della incredibile fortuna che mi è capitata. Sento che mi è stato dato qualcosa che non avrei mai nemmeno potuto immaginare, sognare.

Liberamente tratto da “Lezioni d’amore” di Francesco Alberoni

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