Dic 072008
 

Molte vorrebbero abbandonarsi senza però correre rischi, senza che la vita cambi troppo, senza grandi stravolgimenti, senza esperienze sgradevoli o destabilizzanti, senza dover mettere in discussione le abitudini, gli schemi e le sicurezze della relazione.

Quando si tocca l’argomento della fiducia nelle relazioni intime, siamo abituate a vederlo nell’ottica: «Prima devo prendere fiducia in te, e solo dopo mi potrò aprire a te». Questa è una contorsione mentale molto diffusa, ma non riflette le dinamiche reali della coppia.

La fiducia non è qualche cosa che mi viene dato dall’esterno, femmine nude una sorta di garanzia per un happy end. Questa è un’illusione, frutto del desiderio che funzioni così. Nella realtà sono io che mi apro fidandomi e con questa apertura creo uno spazio dove offro fiducia all’altro, che inizia ad aprirsi a sua volta e mi restituisce le fiducia.

La fiducia, cioè, non è qualche cosa che ricevo, ma che do, è il regalo che presento all’altro, senza sapere se lo accetterà. Fidarsi significa aprirsi indipendentemente dall’esito, vuol dire aprirsi correndo il rischio di non essere amati, di rimanere delusi. Fidarsi significa vivere un incontro senza sapere se finirà l’indomani dopo colazione o ci condurrà davanti all’altare.

In prima linea la fiducia è qualche cosa che do a me stessa proprio mentre la do al mio partner. Ricordati il massaggio al punto G! quanti erano i momenti in cui hai abbracciato fiduciosamente l’emozione dell’istante, e quanti quelli in cui hai aspettato dal tuo partner che facesse o dicesse qualche cosa di rassicurante.

Ogni tocco al punto G è un esercizio per nutrire la fiducia in te stessa, e sul piano corporeo è uno specchio dove rivedi di volta in volta il grado di fiducia che ti permetti.

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zandra

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