Dic 052008
 

Spesso le donne portano con sé l’immagine di un uomo ideale, di una sessualità ideale, e nutrono la segreta speranza di finire nel paese delle meraviglie, nella favola del principe azzurro, con tanto sesso fantastico.

Quando poi nella stimolazione del punto G si abbandonano alle proprie sessualità e questa non assomiglia a quella ideale, diventano delle furie. Allora devono trovare un colpevole; l’uomo sbagliato, il metodo inadatto, la luna calante, i video porno, l’alluvione, il sesso sporco, il terremoto eccetera eccetera …

Non tengono conto della natura dei loro ideali; del fatto che gli ideali per la maggior parte sono la comprensione di qualche lacuna nel proprio io, a sua volta frutto del non abbandonarsi alla vita, di viverla a metà, accettando i sentimenti «buoni» ed escludendo quelli «cattivi».

punto G tantra e unione mistica

Prendiamo un esempio concreto: se come donna ho difficoltà ad accettare la mia rabbia, tenderò a cercare armonia nella vita: dentro di me, nella relazione, a letto (che noia!), ovunque. Quando in questo blog leggo che massaggiando il punto G si incontra una vasta gamma di sentimenti, inizio a pensare: beh, è ovvio, le donne conflittuali (per esempio la mia collega di lavoro), entreranno in stati combattuti e furiosi, io invece, che sono una donna pacifica ed equilibrata, arriverò subito alla pace, alla beatitudine, all’unione mistica.

Peccato però che il punto G, come porta verso l’inconscio, non funzioni affatto in questo modo. Anzi, mi farà sentire proprio come da tempo cerco di non essere: arrabbiata!
Il punto G non mi dà quello che vorrei trovare, ma quello che mi serve per crescere.

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zandra

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 Posted by at 15:46

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