Lo sviluppo sessuale nel corso della vita

6 febbraio 2010

Il sesso svolge un suo ruolo durante tutto lo svolgimento della nostra vita. Alcuni cercano di confutare quest’affermazione, ma in realtà un certo tipo di sessualità è presente in quasi ogni essere umano, pur modificandosi e sviluppandosi in diversi modi nel corso della vita.

È una vera tragedia il fatto che molto spesso sborrate amatoriali lo sviluppo della sessualità di una persona si “isterilisca”, così che lei o lui finiscono per diventare dei frustrati, persone infelici o amareggiate, quando non dei veri e propri violenti, dei pervertiti. (Il sesso violento è ovviamente una delle perversioni più comuni. Eppure, a tutt’oggi, non riuscirete a trovare il termine “stupro” in nessuna pubblicazione medica sulle perversioni!).

In teoria, lo sviluppo della sessualità dovrebbe essere graduale e sereno, ma quando esamineremo quelle che ho definito “Le sette età sessuali”, ci accorgeremo che molte cose possono andare diversamente.

Le sette età sono queste:

  1. il periodo che va dall’infanzia alla pubertà;
  2. la pubertà;
  3. l’adolescenza;
  4. la maturità sessuale (che molto spesso comprende una fase di promiscuità);
  5. il periodo di assestamento;
  6. la mezza età;
  7. la vecchiaia.

Nel proseguo analizzeremo fase per fase le sette età sessuali.

Liberamente tratto da “Il libro completo dell’amore” di D. Delvin

Parlare di sesso

1 febbraio 2010

Uno dei segreti per ottenere una vita sessuale appagante è fare leva sui punti di forza, evitando di fossilizzarsi sui problemi o su quello che non si ha.

Gli uomini e le donne hanno bisogno di un feedback chiaro e positivo per poter sapere cosa procuri ai partner il maggiore appagamento. sesso libero Il mio consiglio è di dedicare una mezz’ora di quando in quando, specialmente in momenti in cui non avete una visione negativa del sesso, a discutere insieme delle vostre esperienze sessuali.

Anzi, sarebbe bene ripetere occasionalmente questa conversazione anche a distanza di anni. Ecco un elenco di domande che potranno aiutarvi a stimolare una conversazione istruttiva.

Che cosa ti piace del sesso fra noi?
Cosa hai provato quando ho fatto la tal cosa?
Ti piacerebbe farlo di più?
Più o meno, quante volte vorresti farlo alla settimana?
Ti piacerebbe che ogni tanto i preliminari durassero di più?
Ti piacerebbe che ogni tanto i preliminari durassero meno?
C’è qualcosa di particolare che vorresti che ti facessi in un giorno qualsiasi del mese prossimo mentre si fa sesso?
C’è un modo nuovo in cui vorresti che ti toccassi? Se sì, me lo fai vedere?
C’è qualcosa di nuovo che vorresti provare?
C’è qualcosa che desidereresti provare sessualmente e che non abbiamo mai fatto?
C’è qualcosa che non faccio più e che vorresti che facessi più spesso?

Se è un periodo in cui non avete rapporti o non siete completamente appagati, potete intavolare una simile conversazione soltanto facendo molta attenzione a mettere da parte ogni animosità, rimostranza e critica.

Parlare di sesso è una questione molto, molto delicata. Ciò che rende difficoltoso parlare delle nostre esigenze a letto è che non vorremmo deludere i nostri partner, ma al tempo stesso non vogliamo che si aspettino da noi qualcosa che ci imbarazza o ci sembra innaturale.

Quando risponderete a queste domande mettete bene in chiaro che non state pretendendo più di quello che avete già. Bisogna evitare di fare cose che provocano disagio. Se i partner non sembrano disposti a fare cose che voi vorreste, è di importanza cruciale che non li giudichiate e accettiate il loro punto di vista.

Analogamente, se vogliono qualcosa che non vi sembra importante o che inizialmente trovate poco gradevole, non escludetelo per partito preso. Dite ad esempio: «Ora come ora non lo farei, ma lo prenderò senz’altro in considerazione».

Un modo per far sapere al partner che tenete molto a una certa cosa è parlarne, senza recriminare, ogni volta che ha luogo una conversazione sul sesso come questa.

Uno dei segreti per ottenere una vita sessuale appagante è fare leva sui punti di forza, evitando di fossilizzarsi sui problemi o su quello che non si ha. Molti uomini e donne mi hanno rivelato che, dopo avere seguito un corso sul sesso su cassetta, sono riusciti ad abbandonare certe idee «puritane» e hanno cominciato a godere davvero dei piaceri del sesso con la persona che amano.

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

Quando lui conduce il gioco

28 gennaio 2010

Quando la coppia fa sesso e l’uomo prende l’iniziativa la donna non progetta né preordina le sue molteplice espressioni  sessuali che fanno parte della sua natura, ma le scopre di volta in volta.

Quando è l’uomo a condurre il gioco, la partner ha la libertà di pensare meno e sentire di più. inculate amatoriali Questo non significa che lei debba rimanere completamente passiva.

Significa piuttosto che, essendo libera di rilassarsi senza più pensare a quello che «dovrebbe» succedere in un rapporto sessuale, può lasciarsi trasportare dalle correnti e dai ritmi ondulatori della propria natura sensuale.

Come ogni tipo di musica vuole il suo ballo, così può muoversi e ballare con lui al ritmo che preferisce in quel momento. Un giorno può sentirsi come un serpente che scivola sul corpo di lui, avvolgendolo e seducendolo con la sua carne nuda.

Un altro si sente come una vergine innocente che per la prima volta scopre il sesso e vive con sentimento e ingenuità quel contatto fisico bellissimo e sconosciuto. Un altro ancora la ritrosia iniziale lascia il posto al calore della passione in lei sopita scatenandosi in un ritmo da sesso sfrenato animalesco.

Una volta si sente dominatrice e gli intima di non muoversi mentre decide in che modo farlo impazzire di piacere come una diva del porno, un’altra si accoccola pacificamente su di lui sciogliendosi in un’estasi di relax mentre lui l’accarezza.

Non pianifica né premedita queste diverse espressioni della sua natura sessuale, che scopre di momento in momento.

Quando la donna ha la libertà di essere spontanea, queste diverse espressioni e altre ancora emergono con naturalezza trovando la loro manifestazione.

Quando l’uomo ha cura di dedicare tempo alla stimolazione della donna senza aspettarsi da lei alcuna reazione, gradualmente le dà la sicurezza necessaria per fare ed esprimere tutto ciò che sente. Una simile, disinibita espressione sessuale le dà la libertà di raggiungere nuove vette di estasi sessuale.

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

Stagioni sessuali

25 gennaio 2010

I modi di fare sesso cambiano come le stagioni; non esiste monotonia. Per assecondare questi naturali cambiamenti, la donna deve sentirsi appoggiata nella scoperta delle nuove e diverse espressioni della propria sessualità.

Per la donna, l’atto sessuale è un processo in cui scopre progressivamente cosa le piace fare quel giorno. Non vuole che il partner segua un piano prestabilito nei minimi dettagli. pompini con ingoio Preferirebbe che il sesso fosse ogni volta una creazione spontanea, adatta a come si sentono entrambi in quel momento.

Per ottenere questo risultato occorre una nuova strategia. Come abbiamo già visto, l’uomo preferisce istintivamente seguire una formula collaudata perché in tal modo ha la certezza di poter appagare la partner.

Anche la donna vuole che lui sappia quello che fa, ma non in questo senso. Vuole che sappia che ogni volta lei potrebbe essere di un umore diverso. Vuole che sappia come scoprire insieme cosa lei vuole. Vuole che sia sensibile a come lei reagisce, captando in che modo vuole essere condotta a vette più alte di piacere e appagamento.

Per farlo, l’uomo non deve solo conoscere le regole fondamentali di una vita sessuale appagante. Deve anche essere disposto a sperimentare alternando i diversi approcci che conosce.

Come un artista, deve avere assoluta dimestichezza con i colori di base del sesso e quindi sperimentare le diverse combinazioni per creare nuove opere d’arte. Come un musicista, deve conoscere le note in base a cui creare gli accordi di un bel pezzo musicale.

Lo so, lo so, qualcuno potrebbe pensare: “ecco perché gli uomini preferiscono le sveltine …”, ma diventare un artista del sesso, oltre ad essere soddisfazione personale con un notevole ritorno in termini di autostima, permette alla coppia di praticare un sesso profondo, coinvolgente e appagante.

Liberamente tratto da “Marte e Venere in camera da letto” di John Gray

Punto G – Due tipi di piacere. Il sesso profondo – Parte 4

23 gennaio 2010

Sentiamo la testimonianza di Valeria e Serena in relazione al tipo di sensazioni provate durante la stimolazione del punto G.

Valeria:
All’inizio ho sentito un gran bruciore, un fastidio, delle fitte lancinanti, ma anche la voglia di conoscermi. Penso che verso la metà del massaggio sesso amatoriale (sinceramente, avevo perso la nozione del tempo) sia subentrato un senso di dolce dolore, che si distribuiva uniformemente nel corpo, ero molto tranquilla e senza tensioni. Alla fine, questa fluidità impalpabile è cambiata un’altra volta verso un grande spazio punteggiato di fiocchi di neve colorati  su uno sfondo scuro.

Serena:
Sono partita con una certa curiosità, ma ben presto è arrivata una doccia fredda sotto forma di tensione nelle gambe e nelle ovaie. Sentivo dei piccoli crampi nella parte posteriore delle gambe, poi una forza che si faceva strada nelle braccia. Quando mi sono rilassata, mi sono sentita sprofondare verso il basso. In quel momento mi sono abbandonata al piacere e ho iniziato a eccitarmi, a ridere di gusto, un riso che partiva dalla vagina per arrivare fino alla bocca. Poi sono passata dal riso al pianto e ancora al risò … Con mia grande gioia ero tornata bambina, con gli occhi incantati dell’infanzia: vedevo girare dei pesciolini in un mare turchese. In questo senso di leggerezza mi sono sentita poi espandere in un mare di tranquillità, calma e quieta in uno spazio di pace assoluta.

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra.

Punto G – Due tipi di piacere. Il sesso profondo – Parte 3

17 gennaio 2010

Vediamo dunque che cosa implica questo spostamento dell’attenzione dall’esterno a un punto interiore, che cosa succede quando sessualmente ci rivolgiamo all’interno, quando, sulla base dell’autonomia femminile ormai acquisita, ci dedichiamo alla nostra ricettività e diventiamo di nuovo sensibili alle percezioni che nascono dentro il corpo e dentro l’anima.

Più dell’80 per cento delle donne (esattamente 54 su 65) donne mature il punto g nell’arco di tempo che dura il massaggio al punto G percepiscono una differenza notevole.

Tra il primo tocco e l’ultimo le cose cambiano, non in modo lineare, ma in maniera altalenante passando attraverso una miriade di sensazioni come: tensione, morbidezza, calore, indifferenza, quiete, senso di vuoto, eccitazione, sospensione, allegria eccetera.

Queste oscillazioni erano talmente divergenti che, nel raggrupparle in categorie, abbiamo dovuto semplificarle molto, tralasciando tutti i passaggi intermedi.

Come sappiamo, il piacere al punto G non è costante come quello al clitoride, ma viaggia su vie sinuose, oscillanti, dialettiche, quasi labirintiche. C’è una logica, in questo viaggio? Esiste qualcosa come una via prediletta, una rotta favorita in questo mare del piacere caotico? Sì, esiste. Come hai notato, la maggior parte delle donne segue un percorso che va da un fastidio iniziale verso un piacere finale, mentre per un gruppo minore l’altalena continua fino alla fine. Per altre ancora non sono tanto le sensazioni in sé che cambiano, ma il grado di diffusione nel corpo o l’intensità.

Nel quadro generale prevale comunque un incremento in una delle dimensioni: piacere, espansione, intensità. Purtroppo soltanto la metà delle 54 donne che nell’arco della sessione hanno percepito un cambiamento ci hanno fornito dei dettagli. Avevamo fatto l’errore di chiedere nei primi corsi solo se veniva avvertita qualche differenza, ma senza specificare quale. Soltanto dopo abbiamo aggiunto anche la seconda domanda. Dalle espressioni osservate possiamo confermare che il trend è estendibile a tutto il campione.

Domanda  a) – Le sensazioni corporee sono cambiate nel tempo durante la stimolazione del punto G?

No 4
54
Non so, non risponde 7
Totale 65

Domanda  b) – Se sì, come erano all’inizio, come a metà, come alla fine?

Da fastidio iniziale verso piacere finale 14
Un continuo altalenare tra fastidio e piacere 4
Le sensazioni si espandono sempre di più nel corpo 3
Le sensazioni si intensificano, si amplificano nel tempo 3
Fastidi alternanti 2
Piaceri alternanti 1

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra.

Punto G – Due tipi di piacere. Il sesso profondo – Parte 2

16 gennaio 2010

Pur essendo stati sempre presenti sin dai tempi di Adamo ed Eva, sia il clitoride sia il punto G nella storia sono stati varie volte dimenticati.

Il clitoride è estroverso, esplosivo, espressivo. Guarda caso la sua esplorazione si diffuse negli anni Settanta, quando le donne si liberarono dal ruolo passivo e cominciarono a indossare i pantaloni, pornoamatoriale diventarono dinamiche e intraprendenti e nel lavoro iniziarono a conquistare le posizioni finora riservate ai maschi.

La relazione con l’uomo intesa come monogamia non era più la cosa più importante, poiché la donna si realizzava anche al di fuori di essa.

Nel sesso la donna osava scegliere l’uomo che le piaceva, e dirgli apertamente: «Voglio fare l’amore con te». A letto inseriva anche le posizioni con lei sopra e se con la sola penetrazione non arrivava all’orgasmo, si aiutava masturbandosi.

Negli ultimi anni Novanta questo movimento delle donne verso l’esterno era ormai largamente compiuto, e un’altra tendenza iniziava a farsi strada: le donne riscoprivano il loro lato ricettivo, ritrovavano il loro ritmo, ricominciavano ad apprezzare le gonne, gli antichi valori femminili, ma questa volta da una posizione di autonomia e non di sottomissione.

Tornava di moda la donna riflessiva, che si concede alle emozioni. Il femminismo militante si ritirava, per lasciare il posto alle psicoterapie corporee, ai circoli New Age, ai ritiri di meditazione, alla medicina alternativa.

Il sesso scivolava in secondo piano, facendo posto alla cura della relazione, della famiglia. Nel sesso la donna apprezzava di nuovo essere ammirata e conquistata, a letto dava più enfasi ai sentimenti, a essere penetrata, si prendeva cura delle proprie questioni di cuore.

Guarda caso, proprio in quest’epoca la donna si rivolgeva anche nel suo sesso all’interno, e il punto G ritornava di moda.

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra.