Dic 152009
 

Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati a livello internazionale da un rapido e radicale cambiamento che ha investito non solo l’economia e le strutture politiche, ma anche le relazioni umane. Da noi il matrimonio viene man mano sostituito da relazioni “di tipo fisico”, le famiglie si spaccano, il numero dei genitori single è in continuo aumento.

Nel frattempo, in alcuni paesi è stata da poco introdotta la prassi del matrimonio d’amore al posto di quello combinato. porno sesso sfrenato In molti paesi le donne devono lottare per ottenere poco per volta le libertà di cui gli uomini godono già da tempo; in altri, costrette a scomparire dietro a un velo, vengono maltrattate e umiliate.

Intanto il lavoro è diventato meno sicuro, i mercati più ciclici e le richieste sul mercato del lavoro, e in altri campi, sempre più imprevedibili. Stiamo facendo rotta verso una società di single fatta di eterni apprendisti, di precariato lavorativo, amoroso, abitativo e relazionale.

In Europa (Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Italia ecc.) nei centri urbani quasi un nucleo familiare su due è composto da una persona. Chi a trenta o quarant’anni non ha ancora trovato il partner per la vita non dovrebbe più temere quindi di ritrovarsi da solo sulla piazza; in un mercato delle coppie ormai desolato – anche se invece questo accade di frequente.

Se in passato c’era un unico aut aut – sei sposato, e la società tollera la tua sessualità, o non lo sei, e ti conviene dimenticare di essere nato con un’identità sessuale -, in Occidente ormai da tempo è tollerato un ampio spettro di relazioni: rapporti fisici, intellettuali, affettivi e relative miscele.

Amicizie di diverso carattere e profondità possono esistere le une accanto alle altre e contribuire allo sviluppo delle potenzialità umane. Infine da qualche anno sono tollerate anche le relazioni omosessuali, gay e lesbiche non devono più nascondersi, e anzi in parte rappresentano le forze più innovative e all’avanguardia in ampie fette della società.

Il matrimonio a fini squisitamente economici della società contadina di un tempo è stato scalzato nelle società occidentali dall’ideale del matrimonio d’amore, e si fa posto gradualmente al modello della “monogamia lineare”, una serie di relazioni a due più o meno movimentate.

La maggior parte delle coppie moderne ormai non è più tenuta assieme da una necessità economica, ma si fa trasportare piuttosto dall’idea (più raramente dalla pratica) del “grande amore”. E la tendenza, per lo meno negli ambienti sensibili all’aspetto spirituale, indica che il motivo è da ricercare nella volontà della reciproca maturazione: non siamo insieme perché fatti l’uno per l’altra, mi perché possiamo crescere l’uno accanto all’altra.

Quest’ultimo mutamento di paradigma è ancora in divenire. Il concetto, tanto diffuso nel contesto spirituale, della comunione di anime risale storicamente all’epoca romantica del matrimonio d’amore, mentre l’idea del crescere l’uno accanto all’altra superando assieme le difficoltà ci conduce verso un nuovo modello evolutivo.

Se osservata da un’altra epoca o da un’altra cultura, probabilmente la nostra società appare oversexed: la pubblicità, la moda, i media, qualsiasi suono o immagine orbitano in modo più o meno esplicito attorno alla sessualità, alla giovinezza, al fascino erotico, agli scandali a sfondo sessuale.

Meno visibile è quello che dicono le statistiche: sesso estremo il triangolo l’attività sessuale effettiva diminuisce, ci tocchiamo meno e facciamo meno sesso. Quel che cresce è il sesso in solitudine della masturbazione e del voyeurismo, l’atto di osservare altri, soprattutto immagini in movimento, la pornografia.

E sono in continuo aumento anche le malattie psichiche, non solo la nostra sensibilità al riguardo. Aumentano la dipendenza da diversi tipi di droghe, e principalmente quella da farmaci e l’alcolismo, ma anche la dipendenza dal cibo (o il suo rifiuto), il consumo di televisione e Internet, o la dipendenza dal lavoro.

Al disinteresse verso la chiesa si aggiunge il fastidio nei confronti della politica, che sfocia nell’avversione verso esponenti del mondo politico e clericale, assieme a un sentimento di insofferenza rispetto ai tempi lunghi di una conversione ecologica della nostra società.

Oltretutto non esiste più come un tempo una controcultura o risposta alternativa sociale, se ne contano invece molte; solo successivamente all’11 settembre e alle guerre in Afghanistan e Iraq, si è avuto un riavvicinamento tra i più diversi movimenti di contestazione attorno a organizzazioni come ATTAC e alla corrente no global.

Liberamente tratto da “Tantra – il gioco dell’amore” di W.S. Schneider

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  One Response to “Perché aspettiamo il Tantra”

  1. Perché aspettiamo il Tantra | Blog di #Sesso e rapporti http://bit.ly/4MG7Yh

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