Mar 162011
 

Ci sono persone piene di energia alle quali piace anche essere imbavagliate. Per dirla con le parole di una signora che conosco, il bavaglio “mantiene le bollicine nello champagne”. Imbavagliare o essere imbavagliati è una cosa che eccita molti uomini: la maggior parte delle donne invece sostiene di odiare questa tecnica sessuale, ma l’espressione sorpresa che gli si legge in volto quando scoprono di non poter far altro che mugolare è l’ideale per scatenare nella maggior parte degli uomini l’istinto di stupro.

A parte il simbolismo e la sensazione di “impotenza”, inculate da cazzi enormi il bavaglio permette di urlare e mordere durante l’orgasmo, cosa di solito impossibile, a meno di fare sesso nella tana di un rinoceronte o in una stanza insonorizzata.

Rende anche impossibile esprimere i propri desideri, e così le iniziative del partner sfuggono al controllo. La maggior parte degli uomini che si eccitano a questo gioco erotico vogliono essere zittiti completamente.

Le donne che non soffrono di timidezza, dopo qualche tentativo, cominciano a divertirsi, se gli piace mordere o sentirsi impotenti: altre odiano questo gioco erotico e non riescono ad avere un orgasmo se le si costringe a provarlo.

A pochi piace tenere una benda sugli occhi, insieme o invece del bavaglio. In realtà è difficile imbavagliare qualcuno senza pericolo, tranne che nei film, dove si vede spesso l’eroe passare accanto all’eroina imbavagliata con un pezzetto di seta senza nemmeno accorgersi della sua presenza.

Comunque è meglio così, perché il “prigioniero” non dovrebbe mai essere messo in condizioni di non poter dire se c’è qualcosa che non va. Un pezzo di stoffa girato parecchie volte fra i denti, oppure una pallina di gomma attaccata a una striscia di stoffa di tre centimetri circa (la “poire” tradizionale dei casini francesi) saranno più che sufficienti.

Il nastro adesivo serve bene allo scopo ma fa molto male toglierlo. La bocca deve essere completamente immobilizzata ma il bavaglio deve permettere al prigioniero di respirare agevolmente e dev’essere facile da togliere in caso di pericolo (soffocamento, nausea o altri sintomi preoccupanti).

I segnali di pericolo (e questo vale per tutti i giochi erotici che prevedono l’immobilizzazione) devono essere convenuti prima con il partner attivo, che non dovrà mai ignorarli o sottovalutarli (la penitenza per l’abuso è un paio di orgasmi in più).

Una specie di alfabeto Morse di grugniti andrà benissimo. Esiste un codice di sicurezza da rispettare e da spiegare accuratamente al partner prima di cominciare il gioco erotico. Eccolo:

1.        Non bisogna mai legare niente intorno al collo del partner, nemmeno con nodi molto lenti e nemmeno quando è il “prigioniero” a richiederlo.

2.        Non bisogna mai mettere in bocca al partner niente di soffice o leggero, che possa scivolare facilmente in gola. I bavagli e i nodi devono essere facili da sciogliere.

3.        Nessuna persona immobilizzata deve essere mai lasciata sola, nemmeno per un attimo, specialmente quando si trova a faccia in giù su una superficie soffice come un materasso. Non addormentatevi prima di aver slegato il vostro partner, specialmente se uno dei due ha bevuto un po’. Non tenete mai nessuno legato per più di mezz’ora.

4.       Fate questi giochi erotici soltanto con persone che conoscete bene, e con le quali avete avuto contatti non solo sociali ma sessuali per molto tempo: non provateli mai con semplici conoscenti ed evitate di farli in gruppo. Questo vale sia per le coppie che per i partner: esistono persone disattente e anche sadiche.

A parte questi avvenimenti, le crudeltà di ogni tipo, l’immobilizzazione di persone non consenzienti, i legacci troppo stretti, video casalinghe porche i bavagli che impediscono di respirare, le stupidaggini come appendere una persona per qualunque parte del corpo e tutte le altre idiozie da fumetto sadico, che per la maggior parte delle coppie sono soltanto dolorose e deerotizzanti, non appartengono all’amore ma alla psicopatologia.

L’immobilizzazione come piacevole gioco sessuale non è mai pericolosa o dolorosa. La si può praticare solo come simbolo di aggressività, naturalmente, ma almeno metà del piacere per le persone (e sono molte) a cui va a genio questo tipo di gioco, è, per il partner legato, di tipo puramente fisico: viene procurato dalla lotta che si fa per liberarsi e dalla tensione muscolare, oltre che dalla rimozione di qualunque blocco possa essere rimasto dall’infanzia, rimozione che avviene quando si prova un piacere apparentemente non volontario.

Se si procede all’operazione di immobilizzazione con molta delicatezza di solito i segni lasciati dai legacci spariscono in poche ore. I lividi e i segni che tardano a sparire di solito sono causati dalla goffaggine del partner attivo (non legate troppo stretto e siate pronti a sciogliere subito il “prigioniero”, dimodoché l’uomo non si trovi tutto indolenzito, dopo, e la donna torni sulla terra dalla sua estasi piacevolmente stretta fra le vostre braccia).

La miscela di effetto sicuro, in questo come in tutti i giochi sessuali, è tenerezza e fermezza. Se non riuscite a capire fino a che punto potete spingere la fermezza o l’ardore senza dar fastidio al vostro partner, chiedeteglielo, poi togliete il venti per cento (la differenza fra realtà e fantasia).

Con queste premesse, tutte le coppie che amano far sesso in modo un po’ violento hanno buone probabilità di arrivare al piacere massimo proprio con i giochi erotici di immobilizzazione, purché li pratichino con delicatezza, sveltezza ed efficienza.

Non sono cose pervertite o terribili, sono semplicemente umane. Per quanto riguarda la Pièce de resistance associata con l’immobilizzazione, e cioè la Masturbazione lenta, si veda a questa voce.

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

Altre risorse: cerco donne divorziate.

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 Posted by at 13:07

  2 Responses to “Pratiche sessuali: l’immobilizzazione erotica 2”

  1. Quello che avete scritto sono tutte cagate!

  2. Quando tu dici che tutte le altre cose appartengono ai fumetti e alla psicolpatologia non vuol dire che non ci siano persone che fanno delle parafile la loro intera vita sessuale. Alcune pratiche sono soft, è vero, altre invece sono definite hard. Se una donna si fa impbavagliare, legare o sottomettere in qualche modo vuol dire che ha una attitudine masochista. Una donna che non ha questa attitudine dopo un paio di volte si stufa, mentre chi lo è vuole sempre avere una dominazione vera da parte del partner, che non consiste solo nel legare o piegare l’altro alla propria volontà. Inoltre si può dire che finchè lo si fa col proprio partner allora è una pratica condivisa mentre la violenza sessuale vera a propria è ben altra cosa.

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