Mar 152011
 

L’immobilizzazione, o, come la chiamano i francesi, ligottage, è l’arte gentile di legare il partner, non per vincere una certa riluttanza ma per aumentare l’intensità dell’orgasmo e la fantasia sessuale più comune (dopo il sesso di gruppo).

Si tratta di una tecnica sessuale non molto diffusa, che un mucchio di persone trovano estremamente eccitante ma della quale fino a non molto tempo fa avevano paura.

In realtà è un’ottima risorsa per aumentare la tensione erotica, sesso sadomaso perché permette di esprimere in modo innocuo l’aggressività sessuale (cosa di cui abbiamo molto bisogno, visto che la nostra cultura la ignora volutamente), ma soprattutto per gli effetti che produce a livello fisico: un orgasmo lento, in condizioni di immobilità, è un’esperienza sconvolgente per chiunque non sia troppo spaventato dal suo io aggressivo per provarla.

“Qualunque tipo di freno all’attività muscolare ed emozionale in generale,” scriveva Havelock Ellis, “tende ad aumentare lo stato di eccitazione sessuale.” Uomini e donne comunque si sono sempre eccitati all’idea di prendere il meglio l’uno dell’altro e “l’immobilizzazione erotica” è sempre stata considerata una tecnica eccitante (tutte le eroine e la maggior parte degli eroi popolari che si rispettino si sono trovati una volta o l’altra legati mani e piedi, pronti per essere liberati).

Presso le tribù berbere, durante le cerimonie nuziali, la sposa ribelle viene legata dallo sposo, e l’usanza vuole che si ribelli proprio per venire legata. Troviamo fantasie dello stesso tipo in tutta la letteratura e la cinematografia pornografica (per la maggior parte si tratta di fantasie irrealizzabili, da guardare e non da provare) che agiscono da sostitutivo per le persone che hanno un blocco nei confronti dell’aggressività o che hanno bisogno di illudersi di subire uno stupro per lasciarsi andare e godere senza sensi di colpa.

Tracce di questi bisogni esistono nella maggior parte di noi: ci piace, di tanto in tanto, “dominare” un’altra persona simbolicamente” oppure essere dominati (senza offesa per nessuna politica sessuale, perché questi bisogni sono reciproci).

Ma i giochi erotici che prevedono l’immobilizzazione del partner vengono fatti da molte coppie normalissime che vogliono stimoli concreti, non sostitutivi, e riempiono moltissimi spazi importanti.

Bisogna imparare a condurli (spesso i primi tentativi sono dolorosi o inutili: a volte si spreca un’erezione perché si fa un sacco di confusione) ma una volta che si acquista abilità e sveltezza ci si prende gusto e li si ripete regolarmente, se non altro perché la vera masturbazione professionale lenta è difficilissima da praticare se il soggetto non è saldamente legato.

Molte donne apprezzano lo stato di debolezza del maschio, e il temporaneo controllo che hanno su di lui; peraltro, l’immobilizzazione è un trucco perfetto cui ricorrere con il maschio super-dotato: proverà la sconvolgente sensazione di “diventare un enorme pene”, e, forse per la prima volta in vita sua, l’assenza di ansia da prestazione, mentre la donna si trova nella possibilità di controllare appieno il ritmo e la natura dell’eccitazione.

L’attuale diffusione di questo gioco sessuale è in parte dovuta al fatto che esorcizza nei partner la paura di essere controllati dall’altro, trasformandola in una fonte di arricchimento delle sensazioni fisiche. L’uno o l’altro partner si gode la pretesa furia dell’altro.

La letteratura pornografica presenta una buona tecnica di immobilizzazione, ma non risulta utile perché risveglia l’ostilità maschile, il che non si confà all’acting out reale: i testi di psichiatria parlano non a caso di sadomasochismo.

Dovrebbe ovviamente essere praticata come il sesso in generale: la miglior garanzia per non farla funzionare è l’insistenza caparbia per avere turni assolutamente uguali. In realtà un’immobilizzazione praticata con molta abilità è una vera e propria bomba sessuale per la maggior parte dei maschi non affetti da timidezza, sia per quanto riguarda quello che danno, sia per quanto riguarda quello che ricevono (come in tutti i giochi sessuali che hanno a che fare contemporaneamente con la stimolazione e il simbolismo, un “prigioniero” sessuale saldamente legato è uno spettacolo molto eccitante); lo stesso vale per buona parte delle donne, una volta che si sono abituate all’idea.

Gli esponenti di entrambi i sessi disponibili a questo tipo di esperienza necessitano comunque di una lunga e delicata preparazione se hanno paura del simbolismo aggressivo, ma questo tipo di fantasia di solito spaventa solo le persone che hanno una concezione troppo “tenera” della tenerezza.

Certe donne sentono talvolta il bisogno di essere “dominate”. Altre vanno matte per il simbolismo di dominio e fin dall’inizio assumono volentieri il ruolo di aggressori.

Il concetto è quello di legare il partner mani e piedi, saldamente ma senza fargli male, in modo che possa far di tutto per cercare di liberarsi senza riuscirci, e poi portarlo all’orgasmo.

A parte il fatto che le sensazioni sessuali ottenute in questo modo sono veramente sfrenate, questa tecnica mette in grado le persone, che di solito non ci riescono, di lasciarsi andare completamente al godimento.

Può darsi che al momento critico si mettano a urlare come matti ma in realtà proveranno sensazioni piacevolissime (ci vuole una certa abilità, ed è molto importante averla, per distinguere i gemiti che significano sofferenza – male ai polsi, crampi o cose del genere – da quelli dettati dall’estasi del piacere: i primi vogliono dire “smetti immediatamente”, gli altri “Per amor di dio, continua, non smettere finché non vengo”). .

I giochi di questo tipo possono entrare in tutti i rapporti erotici, visto che è possibile baciare il partner, masturbarlo mettersi a cavalcioni su di lui o più semplicemente portarlo vicino all’orgasmo, ma sono l’ideale per entrambi i sessi per i toccamenti abilissimi e lenti, perché le sensazioni che ne derivano sono violentissime, quasi insopportabili.

L’immobilità consente alla persona legata un certo lavoro di muscoli, pur lasciandola nell’impossibilità di influenzare in qualche modo il corso degli eventi, o il ritmo e la velocità della stimolazione (quello che Theodor Reik chiamava “il fatto di suspense”) e mette in grado il partner attivo di procurare quanti orgasmi vuole all’altro, specialmente alla donna (la quale, a sua volta, potrà far impazzire l’uomo tirando le cose più in lungo possibile).

Perché il gioco erotico resti divertente dev’essere sì efficace, ma non doloroso o pericoloso. erotismo le casalinghe legate Vale la pena di dedicare due parole alla tecnica sessuale, dato che si tratta di una fantasia sessuale molto diffusa, della quale di solito non si parla nei manuali ortodossi e che invece richiede molta attenzione e abilità.

Se il letto ha due spalliere sarà semplicissimo legarvi il partner, sostenuto da qualche cuscino. Questo è il metodo tradizionalmente usato nei bordelli, probabilmente perché non richiede abilità particolari.

Ci sono persone però che così allungate non riescono ad avere un orgasmo: molti provano sensazioni più intense con le gambe aperte ma i polsi e i gomiti saldamente legati dietro la schiena, o immobilizzati su una sedia o in piedi contro qualcosa di solido.

Le parti critiche, nelle quali la compressione intensifica le sensazioni erotiche, sono i polsi, le caviglie e i gomiti (non cercate mai di farli incontrare dietro la schiena con la forza), le piante dei piedi, i pollici e gli alluci (le donne esperte smettono a metà del gioco per legarli con una stringa di cuoio: se non ci credete, provate).

Sugli oggetti da usare come legacci ci sono opinioni diverse: dipende dai gusti. Lasciamo perdere roba come le camicie di forza o le giarrettiere da boy-scout: ad alcune coppie piace usare legacci di cuoio o di gomma, nastri, strisce di stoffa, cinture di pigiama oppure corde spesse e morbide.

Le strisce di stoffa lacerata vanno meglio per le donne non molto forti o che non sanno fare i nodi da marinaio. Devono avere dei buchi a intervalli di pochi centimetri. Le fasce triangolari sono comode per legare in fretta mani e piedi ma non hanno un aspetto molto sexy (e invece spesso il partner attivo viene eccitato proprio dalla coreografia del gioco).

Le calze di nylon sono un classico, ma un disastro se si cerca di scioglierle in fretta in caso di necessità. Catene, manette e attrezzi del genere sono facili da usare ma non comprimono e fanno male se capita di sdraiarcisi sopra. Se si inceppano, poi, è difficile aprirle in fretta.

Tutte le attrezzature strane in vendita nei negozi specializzati sono molto poco funzionali, a meno che vogliate usarle solo per fare fotografie. Se volete, fatevi i legacci da voi. Per la maggior parte delle coppie di gusti normali le strisce di cotone vanno benissimo. Fatene cinque o sei lunghe circa un metro e due lunghe il doppio: cercate di non stringerle troppo altrimenti resteranno i segni. Lavatele in lavatrice con l’ammorbidente prima di usarle.

Fine prima parte di “pratiche sessuali: l’immobilizzazione erotica”

Liberamente tratto da “La gioia del sesso” di A. Comford

Altre risorse: cerco donne divorziate.

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 Posted by at 13:03

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