Gen 162010
 

Pur essendo stati sempre presenti sin dai tempi di Adamo ed Eva, sia il clitoride sia il punto G nella storia sono stati varie volte dimenticati.

Il clitoride è estroverso, esplosivo, espressivo. Guarda caso la sua esplorazione si diffuse negli anni Settanta, quando le donne si liberarono dal ruolo passivo e cominciarono a indossare i pantaloni, pornoamatoriale diventarono dinamiche e intraprendenti e nel lavoro iniziarono a conquistare le posizioni finora riservate ai maschi.

La relazione con l’uomo intesa come monogamia non era più la cosa più importante, poiché la donna si realizzava anche al di fuori di essa.

Nel sesso la donna osava scegliere l’uomo che le piaceva, e dirgli apertamente: «Voglio fare l’amore con te». A letto inseriva anche le posizioni con lei sopra e se con la sola penetrazione non arrivava all’orgasmo, si aiutava masturbandosi.

Negli ultimi anni Novanta questo movimento delle donne verso l’esterno era ormai largamente compiuto, e un’altra tendenza iniziava a farsi strada: le donne riscoprivano il loro lato ricettivo, ritrovavano il loro ritmo, ricominciavano ad apprezzare le gonne, gli antichi valori femminili, ma questa volta da una posizione di autonomia e non di sottomissione.

Tornava di moda la donna riflessiva, che si concede alle emozioni. Il femminismo militante si ritirava, per lasciare il posto alle psicoterapie corporee, ai circoli New Age, ai ritiri di meditazione, alla medicina alternativa.

Il sesso scivolava in secondo piano, facendo posto alla cura della relazione, della famiglia. Nel sesso la donna apprezzava di nuovo essere ammirata e conquistata, a letto dava più enfasi ai sentimenti, a essere penetrata, si prendeva cura delle proprie questioni di cuore.

Guarda caso, proprio in quest’epoca la donna si rivolgeva anche nel suo sesso all’interno, e il punto G ritornava di moda.

Liberamente tratto da “Il punto G” di Elmar e Michaela Zadra.

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 Posted by at 14:08

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