Ott 152010
 

Dopo tanto tempo è di nuovo Hannah che  vi racconta qualcosa.

Avete visto il film tutto al femminile “VIOLA DI MARE?”  dico tutto al femminile perché sia il racconto, che la regia, che la produzione è stata fatta interamente da donne e scusate non è poco.

La storia anche se romantica, intensa e dolorosa è alquanto surreale, lesbo amatoriale perché anche se ambientato in una sicilia dell’ottocento , niente di quello che accade nel film è credibile o veritiero, se non i sentimenti, l’amore incontenibile, il profondo legame fra queste due donne che si sono amate fin da ragazzine.

Potete già da soli immaginare quale fosse l’ambiente di un piccolo villaggio di pescatori nella sicilia ottocentesca, quanto difficile fosse solo immaginare un amore omosessuale, quali barriere insulti e angherie queste due donne hanno dovuto superare pur di stare insieme; fino all’impensabile… ed è ciò che succede nel film.

Dopo essere state divise, separate per anni e promesse in spose ad altri Antonia, la figura più forte, più decisa a non rinunciare a questo amore diventato unica ragione di vita, tramite ricatti e compromessi riesce in modo bizzarro a cambiare nome e sesso, ma non andando a Casablanca come succede ai giorni nostri, ma semplicemente e asurdamente tagliandosi i capelli cortissimi e fasciandosi  il seno per nasconderlo del tutto. E cosi, vestita da uomo, prende il posto del padre padrone sul lavoro e affronta tutte le conseguenze di questo gesto sconsiderato, dettato dall’impossibilità di vivere senza la sua Viola.

Tutto ciò è ridicolo me ne rendo conto, ma il film va visto per l’intensità delle scene vissute nella loro intimità, di quanto sia turbante vedere con quale amore una volta nel loro letto questi due bellissimi corpi di donna si cercano e si prendono con tanta passione.

È stato molto sexy vedere sfasciare dalla stretta delle bende un seno acerbo, pronto ad offrirsi alla bocca dell’altra avida e immacolata.

Fra le lenzuola far sesso con un tale sentimento era il riscatto più grande di tutte le umiliazioni che subivano di giorno, il loro amore la loro forza … la bellezza dei loro corpi giovani e perfetti vogliosi l’uno dell’altro, l’armonia di quei movimenti, le mani che  cercano e frugano ovunque per strapparti gemiti di piacere, pelli lisce da accarezzare in un percorso di curve familiari e conosciute, la bocca incollata all’altra, separata solo il tempo di un breve sospiro… dentro quelle quattro mura Antonia e Viola dimenticano il mondo, le avversità, le malignità della gente, vivono felicemente quell’orrenda, abominevole realtà giudicata dagli altri.

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