Apr 112009
 

Mentre le mani scivolano sul velluto del seno nudo, sulla seta dell’interno delle cosce o della vagina calda e bagnata, l’uomo entra in sintonia con la propria disposizione al piacere e all’amore.

Tramite il contatto con i più teneri recessi della femminilità, scopate alla grande pur rimanendo duro e virile riesce a entrare in contatto con la propria tenerezza.

La sessualità è parte di lui; tuttavia è principalmente toccando il corpo della donna e sentendola reagire con piacere che ne diventa consapevole. Quando io e mia moglie facciamo bene l’amore, spesso dopo mi accorgo della bellezza degli alberi in giardino; esco sulla porta di casa, respiro a pieni polmoni e mi sento nuovamente vivo.

Non che non mi senta vivo anche quando lavoro. Però unendomi a mia moglie riesco a risvegliare le mie inclinazioni più romantiche, facilmente dimenticate quando, durante il lavoro, mi concentro su una serie di obbiettivi. In un certo senso, potrei dire che solo grazie all’appagamento sessuale mi fermo ad assaporare il profumo dei fiori.

Durante il giorno l’uomo si allontana dai sentimenti e dalle emozioni, più aumenta il suo bisogno di essere stimolato e di sfogarsi sessualmente. scopare voglia di orgasmo L’intenso piacere che si dirama in tutto il corpo in ogni fase dell’atto sessuale gli apre il cuore, facendolo momentaneamente rientrare in contatto con i sentimenti. La voglia si sesso non è finalizzata  solo al piacere, ma anche a percepire il sentimento d’amore.

Sebbene talvolta l’uomo non ne sia consapevole, la sua persistente voglia di sesso in realtà è una manifestazione della ricerca di completezza della sua anima. Il brullo territorio del raziocinio sta cercando di unirsi al ricco, sensuale, variopinto e profumato terreno del cuore.

Una volta soddisfatto il bisogno di dare e ricevere sessualmente, cresce automaticamente in lui la capacità di sentire. Con il risveglio del suo io più sensibile si scatena una violentissima ondata di energia: finalmente prova di nuovo gioia, amore e un senso di pace.

Liberamente tratto da “Marte e Venere” di John Gray

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 Posted by at 13:27

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