Gen 072010
 

Ciò che mi è molto piaciuto di Berlino è la sua atmosfera unica e irrefrenabile, che trasuda da ogni edificio e da ogni cittadino, aria di accettazione e di libertà, di tolleranza anche.

Vi è un’aria di modestia tra berlinesi che sono di mentalità aperta e neutra. In quanto tale, la città è una calamita per i non-conformisti e le menti creative attratte dalla vita notturna e da ciò che è bizzarro.

I berlinesi hanno una visione sana dei piaceri della vita e grazie a due donne straordinarie, pompinare sexy la Germania 7 anni fa ha legalizzato la prostituzione e ha cercato di portare quest’industria sotto il controllo dello Stato, fornendo i lavoratori del sesso con i diritti del lavoro e una maggiore tutela della salute.

Ecco due luoghi dove ricercare le tracce di Felicitas Schirow e Beate Uhse.

Club Pssst!

Usciti alla fermata Blissestrasse della metro U7, imboccate a destra Sigmaringerstrasse e notate, sul marciapiede di sinistra, al n. 73, poco oltre il palazzo neogotico che ospita la scuola elementare, l’insegna del Club Pssst!, una delle storiche case di tolleranza di Berlino. La tenutaria del locale è, forse, la professionista del sesso più celebre della Germania. Nata nel 1957 in una famiglia alto borghese, frequentato il liceo classico, Felicitas Schirow decise di intraprendere la carriera di prostituta dopo aver letto, dice, i classici dell’erotismo di Joh Cleland e Felix Salten. Il Pssst! Risale al 1997, quando la prostituzione nel Land d Berlino era ancora illegale.

In un primo momento le autorità cercarono di revocarle la licenza, ma la Schirow ingaggiò una battaglia per la regolarizzazione del sesso mercenario. Allo scopo si servì dei tribunali, ma soprattutto di stampa e televisione: giornali e talk show si contendevano le sue interviste, rendendola in breve tempo una star mediatica. Dal 2002 la prostituzione è stata riconosciuta come legale dal parlamento tedesco e quindi è regolamentata e tutelata. Buona parte del merito di questa legge va proprio a Felicitas Schirow.

Beate Uhse Erotik Museum

Dalla fermata di Zoologischer Garten, girate a destra in Joachimstaler Strasse subito dopo i binari; fatti pochi passi tra baracchini di cibo cinese e sexy shop si raggiunge l’Erotik Museum di Beate Uhse. Vi si accede attraversando uno dei più forniti sexy shop  della città, dotato perfino di bar interno. Il museo dell’erotismo, ai piani superiori della palazzina, ha una bassa rilevanza artistica, ma ospita ben 5000 oggetti  dalle forme e dagli utilizzi più bizzarri e fantasiosi: alcuni sono veri e propri pezzi di antiquariato che raccontano la storia del costume sessuale attraverso i secoli.

A partire dal terzo piano, la mostra si apre con una raccolta di disegni orientali del XVIII secolo di scene di sesso accompagnati da accessori sessuali. Piccole sezioni del museo sono dedicate all’artista Heinrich Zille e lo scienziato sessuale Magnus Hirschfeld, ma sono sotto-sezioni, probabilmente per far posto alle cinture di castità e di modelli di grandi dimensioni del pene.

Senza dubbio più curiosa del museo è la vicenda di Beate Uhse, singolare personaggio della scena berlinese, diventata una vera e propria icona. Nata nell’allora Prussia orientale, oggi territorio russo, dopo aver ascoltato dal fratello la leggenda di Icaro, si appassionò all’idea di volare al punto da diventare, a 19 anni, la prima pilota acrobatica tedesca. Allo scoppio della guerra si arruolò nella Luftwaffe; nel 1945 venne catturata dagli inglesi. Nella Germania liberata, agli ex militari era vietato volare anche come piloti civili.

Dovendosi inventare un nuovo lavoro, Beate rispolverò le nozioni di educazione sessuale impartitele dalla madre viaggio a berlino sexy e concepì un opuscolo sul metodo contraccettivo Ogino-Knaus, da vendere per corrispondenza, raggiungendo nel 1956, le 32,000 copie distribuite. Visto il successo dell’operazione, nel 1962 aprì a Flensburg il primo “negozio per l’igiene della coppia”, di fatto il primo sexy shop del mondo, precursore di una multinazionale  che conta oggi 330 punti vendita in 15 Paesi ed è quotata in borsa. La Uhse è morta nel 2001, non prima di essere insignita dal Presidente della Repubblica della Bundservdienstkreuz, la Croce di ordine al merito, riconosciuta a quanti hanno servito il paese in modo esemplare in ambito economico, sociale e culturale.

Nell’Erotik Museum, Beate Uhse ottiene il suo santuario personale che documenta la sua vita estrema, con documenti dei suoi giorni nella Luftwaffe, immagini di lei al timone di un motoscafo di grandi dimensioni. Tutto sommato, si ha l’impressione che il museo è stato messo lì solo a giustificare una visita alle cabine video e al superstore del sesso ai piani inferiori.
Federina

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  2 Responses to “Viaggio nella sexy Berlino: die erogenste zone”

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